Ricerca Arcigay su anziani LGBT: temono l’invecchiamento e l’esclusione sociale

3000 questionari online analizzati e sei focus group in diverse città italiane. Si tratta della ricerca più corposa mai realizzata sul tema in Italia.

A Bologna sono stati presentati i dati del progetto Silver Rainbow, finanziato dal Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, con 3000 questionari online analizzati e sei focus group in diverse città italiane. Si tratta della ricerca più corposa mai realizzata sul tema in Italia. Solo pochi giorni fa vi avevamo presentato Wish it was a coming out, progetto fotografico di Melissa Ianniello che racconta l’omosessualità negli anziani LGBT.

Gli anziani (over 65 anni) e i grandi adulti (tra i 50 e i 64 anni) LGBTI non sono il segmento più fragile della comunità LGBTI: riferiscono di essere raramente bersaglio di discriminazioni e non riportano pensieri depressivi rispetto a questo fenomeno, come al contrario fanno giovani e giovanissimi. Tuttavia temono molto l’invecchiamento, più di quanto facciano i loro coevi non LGBTI: rispetto a questi ultimi tendono più facilmente a ritrovarsi soli (quasi 6 anziani LGBTI su 10 vivono da soli, contro il 37,3 % dei coevi eterosessuali) e in una società familista, cioè che costruisce reti di sostegno principalmente a partire dalle famiglie, temono che la loro condizione di famiglie unipersonali li faccia scivolare verso l’esclusione sociale.

Per questo, anziani e grandi adulti LGBTI sognano spazi sociali intergenerazionali per trascorrere il tempo libero e costruire relazioni, e guardano con grande entusiasmo ai progetti di co-housing per la terza età, specie se programmati con anticipo, cioè prima che un cambio di residenza cominci a rappresentare la perdita di quelle relazioni di vicinato che sopperiscono, nell’invecchiamento, alla perdita dell’autosufficienza.

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Sono questi alcuni tratti della fotografia scattata da “Silver Rainbow. Azioni multilivello per l’invecchiamento positivo della popolazione anziana LGBTI, il contrasto alle solitudini involontarie, il dialogo intergenerazionale e la promozione dell’accoglienza e della visibilità in contesti non LGBTI“, progetto promosso da Arcigay e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto ha già realizzato due delle tre azioni previste: a inizio 2019, è stato diffuso un sondaggio online – dal titolo Gli anni che passano, a cura del dott. Raffaele Lelleri, sociologo e responsabile scientifico del progetto – che trattava i temi della visibilità personale e sociale, dell’appartenenza e della partecipazione, della salute e del benessere, delle discriminazioni e delle vittimizzazione, delle reti di aiuto presenti e future, dei vissuti in rapporto al proprio invecchiare e del co-housing.

Il sondaggio ha ricevuto ben 3.006 risposte, di cui 2.975 validate (2.312 di rispondenti LGBTI+ e 663 di rispondenti eterosessuali). In particolare, le persone LGBTI almeno 50enni nel campione sono 684; 91 quelle con almeno 65 anni. Il target misto (per età e per orientamento sessuale) permette di capire se e in che misura la vita delle persone LGBTI grandi adulte e anziane è specifica o comune a quella delle altre generazioni LGBTI e delle persone eterosessuali di pari età. Per la ricca articolazione dei suoi obiettivi, la sua complessità metodologica, la copertura nazionale e l’inedita numerosità campionaria del suo target principale, Gli anni che passano è un punto di riferimento sui temi dell’invecchiamento e della vecchiaia LGBTI oggi in Italia.

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La seconda azione, realizzata tra febbraio e aprile 2019, consiste in sei focus group, organizzati in sei diverse città (Padova, Napoli, Roma, Milano, Torino e Bologna) e aperti a rappresentanti della comunità LGBTI di età non inferiore a 50 anni e che hanno coinvolto in tutto 61 persone. I focus group sono una modalità di intervista collettiva, della durata di circa 2 ore, facilitata da un conduttore, in questo caso la dottoressa Ilaria Iseppato, PhD in Sociologia, che ha il ruolo di proporre stimoli e quesiti utili alla riflessione rispetto alle tematiche oggetto di indagine, agevolando la discussione ed il confronto. I risultati di entrambe le azioni saranno presentati dal dott. Lelleri e dalla dott.ssa Iseppato nella conferenza in programma oggi, 27 settembre, alle 18 al centro sociale Giorgio Costa di Bologna (via Azzo Gardino 48, ingresso libero).

Sempre nell’ambito del progetto Silver Rainbow, è stato avviato un rapporto di collaborazione con il Comune di Torino per l’organizzazione del futuro approfondimento formativo dedicato agli operatori pubblici e privati impegnati nel lavoro quotidiano con le persone di terza e quarta età ed è stata realizzata una FAD (Formazione a distanza) sulla piattaforma associativa di Arcigay, composta di 2 moduli da 6 lezioni ognuno, con test di verifica dell’apprendimento, basato sulla più recente letteratura scientifica sull’invecchiamento e la terza/quarta età e sul report della ricerca sociale. Infine, il progetto sta lavorando alla conclusione della sua terza azione, che consiste in una ricerca sul co-housing LGBTI, che prevede uno studio dello stato dell’arte delle esperienze attive in Italia e in alcune città europee e la valutazione degli elementi normativi e tecnici per la realizzazione di uno studio di fattibilità e per l’implementazione di un’esperienza locale. Tale studio sarà presentato a inizio 2020. Per maggiori informazioni sul progetto Silver Rainbow è possibile consultare il sito ad hoc o la pagina Facebook ufficiale.