Grecia, giovani rifugiati costretti a prostituirsi per 2 euro

Secondo la radio pubblica greca, subito dopo il loro sbarco, giovani rifugiati troverebbero nel sesso a pagamento l’extrema ratio per sopravvivere.

Giovani migranti afghani e siriani rifugiati in Grecia sarebbero costretti a prostituirsi per sopravvivere. Privi di mezzi economici e di sostegni governativi questi ragazzi sarebbero costretti, secondo la PRI (Public Radio International) a ricorrere a incontri sessuali a pagamento, concedendosi a uomini più anziani per cifre molto, molto basse. I rifugiati, secondo le fonti, subito dopo il loro sbarco, troverebbero nel sesso a pagamento l’extrema ratio per ovviare a una situazione disperata. La maggior parte delle transazioni sessuali avverrebbe nella capitale Atene e in particolare nel distretto di Fylis Street.

La PRI ha raccolto la testimonianza di uno di questi ragazzi, Abdullah (un nome di fantasia), un giovane afghano che dice di aver avuto il suo primo incontro a pagamento due settimane dopo essere arrivato ad Atene. Il ragazzo, che dimora nel complesso costruito per le Olimpiadi del 2004 e ora abbandonato, dice di essere stato informato da alcuni suoi amici della possibilità, da altri già utilizzata, di avere rapporti sessuali a pagamento con uomini più anziani nel parco Pedion tou Areos. Il ragazzo ha raccontato che non ci sono opzioni tranquille per lavorare nella sua situazione. Si può vendere droga, prostituirsi o inserirsi nel mercato di contrabbando. “Non avevo altra scelta. Non avevo neppure 20 centesimi”.

In Grecia la prostituzione è legale ma solo in strutture registrate, anche se in realtà molti incontri avvengono illegalmente, in strada e nei parchi. Questi ragazzi hanno non più di 25 anni e alcuni sembrano essere addirittura dei teenager e vengono da Iran, Iraq, Kurdistan, Pakistan e Afghanistan. Il prezzo standard degli incontri si aggirerebbe attorno ai 10-20 euro anche se dalla PRI informano che se il cliente insiste e si negozia si arriva anche a soli 2 euro. “Alcuni ragazzi si vergognano di chiedere soldi” aggiungono le fonti “li chiedono solo dopo l’atto, quindi il clienti li paga solo se vuole farlo.”

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