La tragedia dei rifugiati LGBT in Turchia: ecco come aiutarli

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I rifugiati LGBT corrono il rischio di essere ancor più ostracizzati per la loro sessualità e non avere nessuno a cui chiedere aiuto.

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Alcuni rifugiati siriani LGBT in Turchia hanno organizzato degli incontri settimanali a Istanbul chiamati Tea&Talk per fornire un spazio di accoglienza e assistenza a tutti i rifugiati arabi che vivono l’ulteriore difficoltà data dal loro orientamento/genere sessuale.

I Tea&Talk sono una risorsa preziosa grazie alla quale le persone omosessuali rifugiate e in cerca di asilo possono imparare le norme relative all’assegnazione alloggi, alle domande di lavoro, alla salute sessuale, i loro diritti legali e tutta la burocrazia relativa alla registrazione dei rifugiati e alle domande per il permesso di soggiorni.

Il gruppo ha lanciato una raccolta di fondi online (QUI IL LINK), promossa con l’intento di rendere il gruppo autonomo e poter iniziare alcuni progetti di sostegno tra i quali corsi di lingua. Il denaro ricevuto va alla organizzazione LGBT SPoD (LINK), una organizzazione non governativa turca fondata nel 2011 da attivisti LGBT che lavora per proteggere i diritti e molto spesso la vita delle persone.
Mentre le persone della comunità LGBT devono affrontare ogni giorno ostacoli e sfide già nei proprio Paesi di appartenenza, i rifugiati corrono il rischio di essere ancor più ostracizzati per la loro sessualità e non avere nessuno a cui chiedere aiuto. La raccolta fondi è pensata per consentire altri 12 mesi di operatività all’organizzazione e permettersi di pagare avvocati per organizzare la difesa di molte persone LGBT.

Negli ultimi mesi molti sostenitori di Tea & Talk e molti membri della comunità LGBT turca hanno ricevuto minacce di morte. Minacce sfociate nella tragica morte del siriano Muhammad Sankari, il cui corpo mutilato è stato ritrovato in agosto.
I due fondatori di Tea&Talk hanno dovuto lasciare la Turchia in seguito alle minacce di morte ricevute e dirigono l’organizzazione dall’estero.
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