Rimini e Verbania: registro delle unioni civili in altri due comuni

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Supera i 200 il numero dei comuni che riconoscono le coppie gay e lesbiche con i registri.

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Altri due comuni si aggiungono al lungo elenco delle amministrazioni che hanno scelto di riconoscere le coppie gay e lesbiche. Sono Rimini e Verbania dove sono stati approvati i registri delle unioni civili. “Il Comune di Rimini fa un passo importantissimo che è sia simbolico che politico – ha commentato Marco Tonti, presidente di Arcigay Alan Turing di Rimini – È un messaggio anche politico perché ribadisce che la legge Cirinnà sulle unioni civili in discussione al Senato deve essere difesa dai soliti attacchi beceri e strumentali, e che deve almeno, come prevedono i registri riminesi, riguardare la casa, la sanità, le politiche giovanili e per gli anziani, lo sport, la formazione, i diritti e la partecipazione, i trasporti”. “L’obiettivo finale – sottolinea Tonti – è l’estensione completa dei matrimoni civili anche alle coppie omosessuali, come già avviene in molti paesi europei”. Ma per Arcigay, Rimini ha le carte in regola per promuovere la sua immagine gay-friendly a tutto vantaggio del turismo sulla costiera adriatica. “Crediamo – conclude Tonti – che gli effetti sul turismo non mancheranno, perché Rimini oggi dimostra di essere consapevole che un clima accogliente ed egalitario è la base per richiamare un turismo di alto profilo, di simpatizzanti, di single e di famiglie omosessuali anche con figli”. Per questo Arcigay invita l’amministrazione riminese a “continuare esplicitamente il suo impegno con campagne e attività a favore anche del turismo lesbico e gay, promuovendo con le strutture turistiche l’accoglienza delle loro famiglie”.

VERBANIA VERSO LA PARITÀ DEI DIRITTI

Soddisfatte anche le associazioni lgbt di Verbania che ritengono l’approvazione del registro “un segnale importante” con il quale il comune, conferma “il suo impegno nel riconoscimento di una piena eguaglianza tra le cittadine e i cittadini, e tra le coppie siano esse costituite da persone dello stesso sesso o di sesso diverso”.

“Lo strumento del Registro delle unioni civili – si legge in una nota congiunta di Arcigay Nuovi Colori e Agedo Verbania – applica il principio di non discriminazione, dettato dalla nostra Costituzione, alle materie di competenza comunale; è questo un passo e una presa di posizione politica verso la parità e il rispetto di ogni persona, coppia e famiglia. Ringraziamo il Sindaco Silvia Marchionini e il Consiglio Comunale per l’impegno e l’azione intrapresa e rinnoviamo il nostro invito a proseguire nelle azioni di lotta alle discriminazioni e all’omofobia che contraddistinguono la nostra Città da molti anni”.

Attualmente, sono più di 200 i comuni italiani che hanno istituito un registro delle unioni civili a cui le coppie gay e lesbiche possono accedere.

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