Rimini, bacia il compagno sul lungomare e viene preso a pugni

Quanto accaduto è stato denunciato da Marco Tonti, presidente dell’Arcigay Rimini.

La Notte Rosa del 5 luglio scorso, come denunciato soltanto ora da Marco Tonti, presidente dell’Arcigay Rimini, un ragazzo è stato preso a pugni da un folle solo per aver baciato il proprio compagno sul lungomare.

In mezzo alla gente, mentre stava semplicemente vivendosi la sua vita e godendosi la gioia delle emozioni come dovrebbe essere diritto di ogni essere umano“, ha sottolineato Tonti. “Viene aggredito e spinto violentemente a terra da una “testa rasata”, l’aggressore si dilegua malgrado il tentativo dei presenti di bloccarlo. Ma secondo alcuni consiglieri leghisti del nostro territorio i pride non servono, sono inutili, anacronistici, hanno esaurito la loro funzione“.

Una denuncia social con chiaro risvolto polemico, nei confronti di quella classe politica che continua ad insultarci, ad aizzare odio e discriminazione, senza rendersi conto che simile clima alimenta violenza, tanto fisica quanto verbale.

Non servono a far capire a quel ragazzo che ha dalla sua parte migliaia di persone.
Non servono a fargli capire che non è lui “quello sbagliato”.
Non servono per far capire che aveva tutto il diritto di godersi la vita.
Non servono a far capire che nessuno ha il diritto di imporre a qualcuno come vivere la propria vita né con la violenza fisica, né con quella verbale, né con quella psicologica, né con quella legale.
Non servono a sostenere una legge contro l’omo-transfobia che prevenga e punisca questi atti odiosi che lasciano ferite profonde.
Non servono a dare coraggio a tutte quelle persone che magari ora pensano “forse meglio evitare”. Perché tornare nell’ombra vuole dire solo rendersi più fragili, e i Pride urlano che noi mai più torneremo nell’ombra.
Non servono a far capire a questo ragazzo, e ai tanti e tante altre che come lui hanno avuto contraccolpi nella vita per essere omosessuale o trans, che ha l’abbraccio affettuoso delle migliaia di persone che sfileranno anche per lui.
Non servono ai e alle giovani per fargli capire che non sono soli/e in questo mondo difficile.
Non servono a far capire che esistiamo, amiamo, non ci vergogniamo di ciò che siamo, che vogliamo goderci la vita come ogni altra persona, in diritto e sicurezza, e cercare di essere felici.

Già, i pride non servono“, ha concluso Tonti. “Ed è per questo che sono importantissimi e non smetteranno mai di esserci, e i leghisti omofobi, insieme ai tanti altri mostriciattoli del caso, se ne dovranno fare una ragione“.

L’aggressore, fuggito dopo aver spintonato il ragazzo, è stato inseguito dagli amici di quest’ulimo, ma è riuscito a dileguarsi. Arcigay Rimini ha segnalato quanto accaduto alla Questura, con l’avvocato Cristian Guidi al fianco della vittima. Il 27 luglio Rimini scenderà in piazza per l’atteso Pride cittadino.