Rimini, due donne stuprate in una notte: questo è il titolo giusto

Le vittime sono tre, compresa la transessuale prostituta peruviana assaltata sulla Statale.

Tra gli episodi di cronaca più dibattuti degli ultimi giorni c’è lo stupro ai danni di due donne in quel di Rimini.

Nella notte tra il 25 e il 26 agosto, infatti, quattro aggressori hanno violentato prima una turista polacca al bagno 130 della località Miramare, poi una donna transessuale nonché prostituta. Della prima sappiamo tutto: sappiamo che è ancora ricoverata, che saprebbe riconoscere il branco che l’ha aggredita, che chiede di tornare a casa, che il fidanzato è stato preso a bottigliate. Mentre le indagini proseguono, della transessuale non si sa nulla.

Le vittime sono tre: un uomo e due donne.

La donna transessuale violentata è una vittima, proprio come le altre due, e non un danno collaterale come qualcuno ha lasciato intendere. È UNA transessuale perché quella donna si identifica come tale, vive la sua vita in quanto tale ed è quindi importante sottolinearne il corretto genere.

È stata stuprata una donna cisgender a Rimini e, nella stessa notte e dagli stessi uomini, una seconda donna: non c’era il mare (erano sulla Statale) e non era una turista (anzi, è peruviana ed è una prostituta), ma è stata violentata anche lei. Non è un dettaglio che aggrava lo stupro commesso dai mostri ai danni della turista polacca, è un secondo stupro.

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Due stupri in una notte a Rimini: stessa notte, stessi carnefici, tre vittime.

3 commenti su “Rimini, due donne stuprate in una notte: questo è il titolo giusto

  1. Che polemica idiota, se quella persona ha i genitali maschili non può essere definita donna, il termine corretto è appunto transessuale. Secondo la logica di chi ha scritto questo articolo allora chiunque potrebbe definire qualsiasi cosa secondo la propria personale opinione.
    Piuttosto se vogliamo davvero criticare qualcosa potremmo parlare della disparità di trattamento e di spazio riservato dai media alle tre vittime, la prostituta transessuale in effetti è stata trattata come una vittima di serie B. Ma purtroppo avviene sempre così quando si parla di prostitute vittime di violenze di natura sessuale.

  2. La violenza sessuale di gruppo da parte di vigliacchi delinquenti è un crimine mostruoso e una piaga che nessuno potrà guarire nell’animo delle vittime. I giornalisti sono spesso persone ignoranti non è colpa loro la qualità si è molto abbassata non c’è volontà né incentivo alla preparazione allo studio e all’approfondimento. Una volta poi il giornalisno anche nella cronaca era inchiesta e uno leggeva per informarsi e farsi una opinione. Oggi cerchi di non leggere troppo i siti di informaziobe per evitare inavvertitamente di cadere nell’analfabetismo di ritorno.

  3. Anni fa un pericoloso serial killer pluriomicida, venne arrestato in Piemonte (dove oggi sorge un famoso outlet) grazie al coraggio di una prostituta transessuale che nonostante un proiettile in pancia riuscì a chiedere aiuto. Per questo mi sembra che ottenne facilitazioni nella richiesta di cittadinanza, ma per il resto finì nell’oblio al punto che quando l’assassino venne intervistato in una trasmissione della domenica pomeriggio, tra un mare di polemiche, non fu nemmeno citata. Credo che ci sia un’altra ragione oltre alla discriminazione pura e semplice: l’Italia è uno dei paesi al mondo dove c’è maggior richiesta di prostituzione transessuale ed è dura fare i conti con questa realtà.

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