Rio 2016: Amini Fonua contro il giornalista nemico dei gay, lo massacra su Twitter e mostra il c*lo

Il bonissimo nuotatore gay dichiarato del Tonga ha vendicato i suoi amici costretti a rivelare la propria omosessualità dal giornalista del Daily Beast che ha usato l’app gay come trappola.

Ve ne abbiamo parlato stamattina (QUA PER IL NOSTRO ARTICOLO): il giornalista del Daily Beast, Nico Hines, che ha usato l’app per incontri gay Grindr al Villaggio Olimpico dei Rio 2016 per scovare atleti gay anche non dichiarati non se la sta passando proprio benissimo. La condanna mediatica è pressoché unanime, tanto che il direttore del giornale ha deciso praticamente di rimuovere l’articolo e di scrivere un messaggio di scuse.

Diversi atleti gay dichiarati hanno fatto sentire la loro voce: tra questi il più furioso (e sexy) e sicuramente Amini Fonua, nuotatore gay dichiarato del Tonga, un Paese fra l’altro piuttosto omofobo.

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Amini subito dopo la diffusione dell’articolo-outing ha scritto una cascata di tweet, preda della rabbia, senza mandarle a dire. Tra i tanti messaggi:“Da atleta gay dichiarato di un Paese ancora molto omofobo, Daily Beast vergognati”. E ancora: “Nico Hines mi disgusti. Hai idea di quante vite hai appena rovinato senza altra ragione che non sia quella di acchiappare click?”. E sempre contro Hines: “Alcune delle persone a cui hai fatto outing sono miei amici. Con famiglie e vite che saranno per sempre segnate da tutto ciò”

Poi passata la furia del risentimento, Amini ha deciso di passare alla comunicazione visiva. E per questo lo ringraziamo.

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Su Instagram ha postato una foto del suo culetto, scrivendo che se era quello che il giornalista cercava (notare che Hines si dichiara etero e sposato), bastava chiedere. Infine l’ha invitato a baciarglielo e l’ha nuovamente mandato aff…

Come non amarlo?

Una foto pubblicata da Amini Fonua (@aminifonua) in data:

4 commenti su “Rio 2016: Amini Fonua contro il giornalista nemico dei gay, lo massacra su Twitter e mostra il c*lo

  1. In effetti essere VIP e nascosti non è qualcosa da proteggere…
    Sicuramente Amini è un eroe LGBT ma gli atleti Lgbt nascosti, dati i tempi e i loro privilegi sono sinceramente nostri nemici, anche più del giornalista che li denuncia.
    Qualunque siano le motivazioni, fare Coming Out permette di avere i diritti civili, subire un outing quando si è un VIP come era Oscar Wilde o Alan Turing o Aldo Braibanti fa la storia del movimento di liberazione Lgbt.
    Nascondersi, soprattutto quando si è VIP è sinceramente una sconfitta per il movimento Lgbt.
    L’ambiguità sul concetto di protezione delle vite delle persone Lgbt non può andare avanti così!
    È gravissimo che si protegga la privacy dei VIP che dovrebbero essere i primi a fare Coming Out.
    I diritti Lgbt si conquistano con la lotta, da Stonewall ai Gaypride!
    Se nei paesi omofobi, come l’Italia, scendessero in piazza i VIP invece di anonimi ragazzi, anche se ci fosse una repressione, questa sarebbe una rivoluzione che scuoterebbe la società Omologata.
    Finché i VIP gay si nascondono, soprattutto in un ambiente machista come lo sport, il loro nascondersi sarebbe un’arma contro i pochi ragazzi che lottano per i loro stessi diritti civili.
    #shameonvipinthecloset
    #gaypride #comingout

    1. Sono d’accordissimo con te.
      In questo periodo storico, il valore del dichiararsi di un povero cittadino gay è pari allo zero. Invece, la ridondanza che ha l’omosessualità del vip di turno è educativa a prescindere, per il popolino, che da infinitamente più credito al vip, che al cugino pervertito che sculetta al Pride.

      Dichiararsi è un OBBLIGO MORALE.

      Non dichiararsi significa continuare a permettere che i dati statistici rimangano fasulli e parziali, significa che il popolino continui a crederci uno scherzo della natura o una rara particolarità, significa continuare a vedere film stereotipati con etero che si baciano in copertina mentre noi continuiamo a venire pestati per le strade.

      DICHIARATEVI, io l’ho fatto giovanissimo, quando ancora non “esistevano” i gay in società, rischiando di farmi pestare e buttare fuori dal paese. Ma non mi importava, io ero nel giusto, io non ho fatto NULLA per nascondermi. A ognuno i suoi tempi, ma fatelo!

    2. Tutti e 3 personaggi che hai citato non hanno fatto coming out ma qualcun altro gli ha fatto outing… Sono d’accordo con l’avere più personaggi famosi italiani gay dichiarati ma devono essere loro a decidere come e quando, non il pubblico o peggio la stampa: sarebbe una violenza e finiremmo per fare il gioco sporco degli omofobi…se gli fai outing è come se ammettessi implicitamente che l’essere gay sia qualcosa da smascherare perché qualcosa di sporco di cui uno si debba vergognare di essere. Decisamente no. No, grazie. Ognuno di noi deve fare il proprio percorso personale vip o non vip con le proprie tempistiche. Non lo fanno? Peggio per loro, ho solo pena e simpatia per quelle povere anime in quel girone chiamato gay in the closet… Ma decisamente non odio.

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