Ripristinato il Don’t ask, don’t tell. Ancora

Prosegue il tira e molla in America sul destino dei soldati gay nell’esercito. Adesso una corte federale ha imposto di reintrodurre la clausola “Don’t ask, don’t tell”. Stop agli arruolamenti.

Torna a essere vietato negli Stati Uniti per una persona omosessuale arruolarsi nelle forze armate. Una corte d’Appello federale di San Francisco ha infatti stabilito oggi di sospendere la decisione presa a suo tempo da un giudice della California, che un mese fa aveva definito incostituzionale l’attuale legge "Don’t ask don’t tell" in base alla quale è vietato prestare servizio sotto le armi se si è dichiaratamente omosessuali. La decisione della Corte d’appello non è che l’ulteriore atto di un contenzioso giuridico in corso tra il giudice della California Virginia Phillips e il Dipartimento di Giustizia.

La Phillips un mese fa aveva giudicato incostituzionale l’attuale normativa, e ne aveva decretato la sospensione. Il Pentagono, adeguandosi alla decisione del giudice, aveva cominciato ad applicare nuove procedure di arruolamento, dando indicazione al suo personale di accettare anche le domande presentate da aspiranti reclute che si dichiarino apertamente gay. Ma il Dipartimento di Giustizia aveva presentato ricorso, argomentando che debba essere il Congresso, e non un giudice, a modificare la "Don’t ask don’t tell".

La decisione di oggi della Corte d’Appello accoglie di fatto la posizione del Dipartimento di Giustizia e congela gli effetti della ingiunzione a suo tempo disposta dal giudice Phillps, dando così tempo al Congresso di potersi pronunciare in materia. Nei fatti ciò significa che una persona dichiaratamente omosessuale non può presentare domanda di arruolamento nelle forze armate americane.

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