Roberto Bolle: ormai è andata così, ma ora tocca a te

Il nostro editoriale sull’outing di Roberto Bolle: ora sta a lui fare un passo avanti

Fare coming out è cosa personalissima, intima ed estremamente delicata. Arrivare a dichiarare ai propri genitori, colleghi, amici o, nel caso dei personaggi pubblici, al mondo che si è omosessuali, è un percorso che ciascuno deve fare come e meglio crede, con i tempi che si vuole dare.

Certo, chiunque di noi ha gioito per il coming out di Tiziano Ferro, di Ellen Degeneres, di Tom Daley o di Monsignor Charamsa: personaggi pubblici che si dichiarano per quello che sono combattono l’invisibilità, tolgono l’ipocrisia, aiutano il percorso di conquista di pari dignità che la comunità LGBT mondiale sta compiendo, servono alla battaglia per avere pari diritti. E se il coming out arriva prima o dopo, chi siamo noi per giudicare i tempi di una scelta così personale, frutto a volte di quel percorso così tormentato che Tiziano Ferro ha raccontato così bene al mondo?

Ognuno di noi, invece, è rimasto molto deluso dalla vicenda umana di Lucio Dalla, che non si era mai dichiarato ed ha lasciato in “braghe di tela” il suo compagno da molti anni, mai riconoscendogli diritti non tanto pubblicamente, ma soprattutto privatamente. O da quella di Renato Zero, che mai ha detto una parola sul suo orientamento sessuale o quanto meno sui diritti LGBT. E l’età può essere una scusante (parziale) solo nel secondo caso, non certo nel primo, perché il riconoscimento privato del partner è un atto dovuto, specie per chi ha motivi e risorse economiche per farlo.

Ci sono artisti che però scelgono un’altra strada. Sono, io credo, i più seri. Una straordinaria cantante come Adele, ad esempio, in termini di comunicazione ha sempre e solo investito sulla sua arte: mai un gossip abbiamo sentito di lei, perché ha mantenuto sempre un fortissimo riserbo sulla sua vita privata, diversamente da molti altri suoi colleghi che usano il pettegolezzo come arma di promozione del proprio lavoro. Nel medesimo modo si è comportato Roberto Bolle fino ad oggi, con una strategia comunicativa che possiamo non solo comprendere, ma anche condividere.

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Oggi però è successo qualcosa di diverso: un noto giornale di gossip italiano lo ha infatti “paparazzato” mentre, per le strade di Milano, su un motorino si baciava col suo attuale compagno, il chirurgo plastico Antonio Spagnolo.

Siamo di fronte in questo caso ad un vero e proprio “outing” forzato. Giudicarlo serve a poco: è il mondo dell’informazione che funziona così e sarebbe successo il medesimo putiferio se fossero apparse foto della grande Mina nuda su una spiaggia della sua amata Versilia. Non rimane quindi che prenderne atto e riflettere anche che, in fondo, i personaggi pubblici diventano tali anche grazie allo stesso mondo dell’informazione di cui a volte sono pure vittime.

Ora però, io credo, tocca a Roberto.

Lo straordinario ballerino ha infatti oggi tra le sue mani, passata la bufera, uno straordinario ruolo, anche se probabilmente non lo avrebbe voluto: pur nella “pulizia” della sua strategia comunicativa, tutta concentrata sulle sue oggettive e straordinarie doti, Roberto può dare una mano al percorso che, chi più chi meno, nella comunità LGBT in tantissimi stanno compiendo. Dire una parola ai ragazzi LGBT che ancora oggi si suicidano o vengono picchiati, parlare ai loro genitori ed infine contribuire affinché la politica italiana sulle unioni civili si dia finalmente una mossa, è, credo, per Roberto un vero e proprio “dovere civico”. Ed i nostri lettori, nel sondaggio che abbiamo predisposto, la pensano così.

Adele non ha bisogno di dire che è sovrappeso, sono le sue foto a testimoniarlo: eppure ha fatto più lei per le ragazze di tutto il mondo, disperate per quei chili di troppo, che tanti proclami di dottori e psicologi. Roberto si poteva supporre che fosse gay, ma le sue fotografie ci raccontavano solo di un bravissimo e bellissimo ballerino.

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Roberto, sappiamo bene che ci leggerai. Ora sta a te. Il passo in avanti ti è stato imposto da un mondo dell’informazione che sa essere spietato, ma è lo stesso che ti ha anche reso così famoso. Ora fanne uno te avanti: non toglierà nulla al tuo personaggio, ma darà molto, moltissimo, a tante persone LGBT nel mondo. Quella straordinaria energia artistica che ti ha reso così famoso nel mondo impiegala stavolta per uno scopo civico: te ne saremo immensamente grati.