Roberto Maroni striglia Lorenzo Fontana: ‘la legge Cirinnà c’è e va rispettata’

Lorenzo Fontana sempre più nella bufera si difende: ‘mi attaccano perché sono cattolico’.

Da ex presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni negò il patrocinio al Milano Pride e utilizzò il Pirellone per scrivere sulla sua facciata «Family day».

Chiaramente non un politico gay-friendly, ma l’ex segretario federale della Lega Nord, Ministro dell’interno nei governi Berlusconi I e Berlusconi IV  e Ministro del lavoro e delle politiche sociali nei governi Berlusconi II e Berlusconi III, ha criticato l’incredibile uscita di Lorenzo Fontana, neo Ministro della Famiglia del Governo Lega/5 Stelle, nei confronti delle famiglie omogenitoriali.

‘Fontana è un giovanotto che deve rendersi conto che non è più all’opposizione a Bruxelles e che quello che dice coinvolge tutto il Governo. E’ stato un peccato di gioventù. Io sono per la famiglia descritta dalla Costituzione, ma c’è una legge, la Cirinnà, e va rispettata’.

Una strigliata affidata alle pagine de LaRepubblica, da parte del 63enne leghista, per quella che è una polemica apparentemente infinita. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, si è schierata al fianco di Fontana: ‘Sarò d’accordo con lui se vorrà rendere la pratica dell’utero in affitto, abominevole, un reato e stabilire il divieto di adozione per le coppie gay’. Ad ironizzare sul botta-e-risposta interno alla Lega, la senatrice Pd Monica Cirinnà<Monica Cirinnàrong>Mai avrei pensato di rimpiangere Roberto Maroni ministro dell’interno! Poi ho capito! Ma certo … Ora c’è il Governo del Cambiamento!“. Fontana, travolto dalle polemiche, ha indossato gli abiti della vittima incompresa, parlando di un attacco motivato dal suo essere cattolico: ‘Non è stato previsto nulla sul contratto tra Lega e M5s, è una polemica strumentale, tanto che c’è chi mi ha criticato anche perché vengo da Verona e nel calcio tifo Hellas. Il mio obiettivo è quello di invertire la rotta per quanto riguarda la crisi demografica e quindi per farlo bisogna aiutare la natalità, la maternità, le famiglie. Pensavo che fosse una cosa condivisa, è un problema sociale ed economico; lo dice anche Cottarelli nel suo libro, lo dice l’ultimo Def fatto dal governo. Però evidentemente a qualcuno dà fastidio se uno è cattolico, mi sembra che sia un marchio di vergogna. Ma siamo in Italia, non in Arabia Saudita‘.

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Per l’appunto, siamo in Italia e non in Arabia Saudita, dove l’omosessualità è un reato punibile fino alla pena di morte. Qualcuno lo ricordi al neo Ministro della famiglia. Di tutte le famiglie.