Roma, licenziato il cameriere dello scontrino omofobo

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Un fiume di polemiche ha travolto la Locanda Rigatoni di Roma.

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Si è abbattuta un’autentica bufera sulla Locanda Rigatoni di Roma, a causa di quello scontrino omofobo che ha visto due ragazzi umiliati al termine di una normalissima cena.

‘Pecorino no, frocio sì’, c’era incredibilmente scritto sul conto portato dal cameriere, con la denuncia pubblica dei due giovani che ha presto travolto i titolari del locale. Gay Center, imboccato da Fabrizio Marrazzo, ha chiesto l’intervento della Sindaca Virginia Raggi, con il Comune che ha preso di petto la vicenda tramite Carlo Cafarotti, Assessore allo Sviluppo Economico, Turismo e Lavoro di Roma Capitale e Flavia Marzano, Assessora alla Roma Semplice:

Condanniamo apertamente ogni forma di discriminazione e scherno lesive di dignità e libertà personali. Quanto al contesto in cui si sono consumate le offese, ricordiamo che Roma è, e rimarrà, Capitale dell’inclusione e dell’accoglienza, tanto da aver istituito proprio per i professionisti che lavorano con il pubblico – ristoratori, albergatori, tassisti – corsi formativi incentrati sul “galateo dell’accoglienza. Saranno avviate in ogni caso le opportune verifiche, anche a seguito dell’eventuale denuncia. Esprimiamo solidarietà ai due ragazzi vittime dell’ignoranza. Episodi simili offendono tutta la città“, hanno tuonato dal Campidoglio, mentre da parte della Locanda, come riportato da IlMessaggero, hanno completamente scaricato le colpe sul cameriere, cacciato su due piedi: “Il cameriere è stato licenziato, ha compiuto un atto inqualificabile nei confronti di due clienti da cui tutta la direzione e il personale della “Locanda Rigatoni” prende le più decise e convinte distanze. Ci teniamo a precisare che, fermo restando la gravità dei fatti, la direttrice del locale ha immediatamente condannato l’atto del cameriere e si è scusata con i clienti, inorridita dal fatto incriminato come e, se possibile, più di loro. Coerentemente con tale comportamento comunichiamo che il cameriere è stato licenziato in tronco, non rappresentando in alcun modo la filosofia e lo stile della Locanda. Ovviamente il cameriere responsabile di questa spiacevole vicenda ne risponderà in prima persona. La proprietà, lo staff del locale e la direttrice da sempre considerano la Locanda Rigatoni la casa di tutti. Siamo da tempo impegnati in programmi per l’integrazione di rifugiati nel nostro locale e chiediamo ufficialmente alla comunità LGBT di costruire insieme un percorso per riaffermare i valori di tolleranza, rispetto e apertura, che sono da sempre gli elementi fondanti del nostro modo di fare ristorazione“.

Parole tardive, a detta del GayCenter, dettate dall’ondata di proteste montata on line: “Il licenziamento del dipendente, da parte delle Locanda Rigatoni – dichiara Fabrizio Marrazzo – dopo lo scontrino omofobo, è un azione tardiva fatta dai proprietari, solo a seguito del nostro interventi, dei media e della campagna di boicottaggio lanciata dal web che ha visto il rate del loro locale passare da 4,5/5 a circa 1,5/5 come visibile dalla loro pagina Facebook. La proprietaria quando è stata informata giovedì, invece di sanzionare immediatamente il dipendente e scusarsi ha fatto 30 minuti di discussione senza mai scusarsi. I locali con licenza pubblica non possono effettuare azioni discriminatorie verso i clienti, per colore della pelle, per religione, per orientamento sessuale, etc., chi lo fa va sanzionato. Ringraziamo il Comune per l’intervento di controllo che andrà ad effettuare, ed attendiamo di conoscere le sanzioni che verranno attuate. Ricordiamo in oltre che per molti giovani è già difficile essere lesbiche, gay e trans a scuola ed in famiglia, quindi, se anche quando vanno in un locale vengono discriminati, questo significa recludere i nostri giovani nel totale isolamento e vietargli di fatto di fare coming out, per questo reputiamo questa azione gravissima.”

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