Roma: caos in Campidoglio, sospesa la seduta sul Registro delle Unioni

Nell’aula Giulio Cesare va in scena l’intolleranza delle destre. Voto finale rimandato.

Rimandata a domattina la votazione in Campidoglio sul Registro delle Unioni Civili. La discussion è iniziata oggi intorno alle 14 con l’intervento del consigliere Pomarici di “Noi con Salvini” durato circa due ore. Un tempo in cui il consigliere ha sciorinato una serie di emendamenti che puntavano a destrutturare la delibera in fase di discussione, tra cui perfino uno che avrebbe voluto inserire nello statuto comunale l’identificazione della famiglia con le sole coppie formate da un uomo e una donna, in barba ai più banali criteri giuridici, gerarchia delle fonti in primis. Emendamenti tutti puntualmente bocciati dalla maggioranza capitolina. Dopo Pomarici è intervenuto il collega di Forza Italia Rossin che ha comunicato una richiesta che sarà inoltrata al prefetto per quello che viene considerato un vulnus giuridico. Il riferimento è al “il taglio di circa 7.000 tra ordini del giorno ed emendamenti nel corso della discussione” che, secondo i firmatari del testo da inviare al prefetto, rappresenta una grave violazione dello statuto comunale.

Ma il peggio è arrivato dopo. A pochi minuti di distanza dall’intervento della polizia che, in piazza del Campidoglio, aveva fatto rimuovere uno striscione che recitava “la vostra cultura è contro natura”, in aula Giulio Cesare un gruppo di militanti di destra ha scavalcato la ringhiera che divide il pubblico dai consiglieri ed ha invaso l’aula con striscioni e urla. A supportarli la consigliera Lavinia Mennuni di Ncd, il consigliere Fabrizio Ghera di Fratelli d’Italia e Rossin. Le foto mostrano cartelli, esposti davanti alla presidenza con frasi della Genesi come “Maschio e femmina li creò”. Il caos provocato ha portato alla sospensione della seduta, che è ripresa poco dopo dopo che la maggioranza aveva approvato una mozione per andare avanti ad oltranza, nonostante il coro dell’inno di Mameli che parte dall’aula.

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Ad appena 30 emendamenti dalla fine della discussione, però, mancando il numero legale in aula, la presidente del consiglio comunale, Valeria Baglio, ha deciso la sospensione della seduta, la convocazione dei capigruppo e il rinvio a domani del voto finale. La seduta ricomincerà domani alle 10.