Roma: giornata in memoria di Pasolini

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Le note della "ballata per la morte di Pasolini" sono tornate a echeggiare questa mattina nel grande spazio incastrato tra il porto turistico e i cantieri navali di...

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ROMA – Le note della “ballata per la morte di Pasolini” sono tornate a echeggiare questa mattina nel grande spazio incastrato tra il porto turistico e i cantieri navali di Ostia.
Era infatti la mattina del 2 novembre di 29 anni fa quando una donna residente all’Idroscalo, trovò il corpo senza vita e massacrato di un uomo che poco dopo Ninetto Davoli riconobbe in quello di Pier Paolo Pasolini. Una morte che lasciò sgomento il mondo intellettuale e politico di allora, ma che ancora oggi sembra dividere.
In quella che un tempo era una zona abbandonata del litorale romano, oggi infatti molte cose sono cambiate. Sul luogo dove venne ritrovato il cadavere sorge una stele realizzata dall’artista Mario Rosati, anche se da anni le amministrazioni locali parlano della realizzazione di un parco della memoria, che ancora stenta a decollare.
Ieri pomeriggio la visita all’idroscalo da parte del sindaco di Casarsa della Delizia, paese natale del poeta. Una breve sosta poi, insieme alle autorità capitoline, presso il teatro del Lido, il primo cittadino e gli assessori Borgna e Vita hanno proceduto alla consegna dei riconoscimenti del premio internazionale di poesia dedicato a Pasolini.
Questa mattina, invece, nessuna celebrazione ufficiale, ma il grande spazio verde non è rimasto da solo. Massimo Consoli, scrittore e fondatore del movimento gay italiano, insieme ad alcuni amici ed esponenti dell’Arcigay, si sono dati appuntamento davanti la stele bianca. Una chiacchierata tra amici, una sigaretta e gli immancabili ricordi. “Ero a Barletta con Dario Bellezza ­ ha raccontato Consoli -. Appena saputa la notizia ci siamo precipitati a Roma. Tutto era molto diverso da come è oggi”. Da 29 anni questo gruppo di persone, a volte più numerose, si da appuntamento all’Idroscalo di Ostia, per non dimenticare, per tenere viva la memoria e, forse, anche per evitare che Pasolini venga ricordato solo in ricorrenze importanti come avvenuto 4 anni fa e come probabilmente avverrà l’anno prossimo in occasione del 30esimo anniversario della sua scomparsa.
Mezz’ora insieme, una foto ricordo a cui prendono parte anche alcune persone accorse sul posto per la curiosità e la voglia di ricordare un personaggio del novecento italiano. Alla fine i saluti e la canzone. La ballata è lunga, non tutti la ricordano, molti leggono dall’unico foglio a disposizione, ma le voci si diffondono nella campagna circostante, ricordando a tutti quel poeta che tanto amò Ostia e che in quella terra trovò la morte.

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