ROMA: NUOVO OMICIDIO GAY

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Francesco Mercanti, 61 anni, gay, ucciso nella sua casa

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Ennesimo omicidio di un omosessuale a Roma. A perdere la vita è stato questa volta Francesco Mercanti, 61enne romano, ex-impiegato di banca attualmente in pensione, invalido da vent’anni per via del diabete. L’uomo è stato trovato nella sua casa nel pomeriggio di ieri, mercoledì 29 agosto, dove era morto già da due o tre giorni, probabilmente a causa di un colpo in testa, anche se non si esclude che la morte sia avvenuta per strangolamento.

A scoprire il cadavere è stato un amico, il 51enne restauratore di Sezze, Armando Iodice, con il quale il Mercanti aveva un appuntamento per andare al mare. Iodice, non vedendo l’amico all’appuntamento, si è allarmato, è andato nella sua casa a pianterrreno in via Rimini 25, zona San Giovanni, dove l’uomo si era trasferito da poco dopo una lunga convivenza – stando a quanto raccontano gli amici – con un ragazzo meridionale in un appartamento all’Esquilino; Iodice ha suonato e, non ricevendo risposta, ha aperto la porta con la copia delle chiavi in suo possesso. Davanti ai suoi occhi una scena da raccapriccio: Mercanti era in fondo al corridoio, non lontano dalla camera da letto, completamente vestito (scarpe, pantaloni chiari, una maglietta, una giacca blu), in avanzato stato di decomposizione e in una pozza di sangue che gli era fuoriuscito dal naso e dalla bocca. Le mani erano legate dietro la schiena con una busta di plastica e la casa era completamente sottosopra: cassetti aperti e rovesciati, oggetti sparsi sul pavimento, armadi aperti.

Iodice ha chiamato il 113 e, subito dopo, un paio di amici che lo hanno raggiunto e hanno atteso con lui l’arrivo delle volanti. Sul luogo giungono presto anche il vicecapo della squadra mobile Luigi Carnevale e Giovanna Petrocca, che conduce le indagini. «Chiamate Said» hanno ripetutamente detto gli amici della vittima accorsi sul luogo, secondo quanto è stato riportato dagli investigatori. Said è il giardiniere che lavora nella casa di Sezze di Iodice, che, raggiunto al telefono, ha solo potuto commentare, sconvolto: «Non ci credo che Franco è morto: l’ho visto 4 giorni fa, abbiamo cenato insieme…».

Iodice e i suoi amici sono stati subito portati in Questura: le loro testimonianze, raccolte dal magistrato Delia Cardia, potrebbero essere utilissime per fornire una traccia sul caso. Il medico legale Giulio Sacchetti, dell’università di Tor Vergata, ha potuto appurare che la morte è avvenuta due o tre giorni prima del ritrovamento: in realtà, pare che l’ultimo ad avere contatti con il Mercanti sia stato proprio lo Iodice, che lo aveva sentito per telefono domenica scorsa: «Dovevamo andare al mare – ha detto alla polizia – e ci eravamo sentiti al telefono. L’appuntamento era per mercoledì pomeriggio».

Tra i possibili moventi presi in considerazione dagli investigatori c’è quello della rapina: lo confermerebbe la casa della vittima, lasciata a soqquadro dall’assassino, e dalla quale gli investigatori hanno prelevato tutti gli oggetti (agende, appunti, persino il telefono della vittima) che possano fornire elementi utili alle indagini. Inoltre pare che il Mercanti avesse da poco ricevuto una cospicua eredità dalla madre morta da poco, e che commerciasse in oro. Tuttavia gli inquirenti tendono a privilegiare indagini che si snodano negli ambienti gay, e particolarmente della prostituzione, come i ragazzi che battono a Villa Giulia, che la vittima frequentava non di rado. Il Mercanti era, in realtà, conosciuto negli ambienti gay della capitale, sia nei luoghi di ritrovo all’aperto (stazione Termini, piazza Esedra, Valle Giulia) sia nei locali. Nel giro aveva il soprannome di "monsignore", per via del fatto che da giovane aveva studiato teologia e frequentato il seminario, che amasse parlare di religione anche con i ragazzi che incontrava nell’ambiente e che si divertisse in varie occasioni a travestirsi con abiti talari, sfoggiando anche vistosi gioielli.

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L’arcigay Nazionale, nell’apprendere la notizia di questo ennesimo omicidio di un omosessuale a Roma, ha sollecitato il ministero dell’Interno a predisporre un efficace sistema di tutela dei gay: «Chiediamo al ministro dell’Interno Claudio Scajola di attivarsi affinché in Italia il fenomeno in crescita delle violenze e degli omicidi nei confronti dei cittadini omosessuali diventi oggetto di un intervento congiunto fra il Viminale e le associazioni gay», è quanto si legge nel comunicato emanato da Arcigay.

Anche Franco Grillini ha espresso la sua preoccupazione: «È un’emergenza che dura da dieci anni e se non facciamo qualcosa ci saranno altri omosessuali ammazzati – ha detto – È l’ennesimo anziano omosessuale vittima della solitudine e forse non integrato nella comunità gay, che si rivolge al sottobosco della prostituzione maschile. Un mondo, quest’ultimo, dove ragazzini disperati, molti provenienti dall’Est, scaricano il proprio odio sui clienti occasionali».

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