Roma: partner gay discriminato perde la casa

Una storia di ordinaria discriminazione italiana: deceduto il partner convivente ha perso la casa dove vivevano insieme.

ROMA – L’Arcigay di Roma ha reso nota una storia che è un ennesimo esempio di quanto ci sia bisogno di una legge che riconosca e tuteli le coppie omosessuali. Tra i tanti casi di coppie discriminate giunte a Arcigay in questi giorni c’è una disperata segnalazione di un cittadino Gay di 50 anni che chiameremo Marco, ormai giunto alla disperazione, in quanto dopo la morte del compagno, la casa in cui convivevano da oltre 10 anni, con contratto di affitto intestato al compagno, pagata con i sacrifici di entrambi, è stata assegnata dal Tribunale ai Familiari del defunto. Marco non ha potuto fare ricorso in quanto le sue condizioni economiche non glielo permettevano, inoltre, tale abitazione dopo pochi mesi è stata lasciata dai familiari, che non ne avevano una reale necessità, al proprietario, che in questi giorni la ha messa in vendita. Quindi, lui si è visto cancellare la casa dove aveva vissuto con il proprio compagno appena morto, solo per un dispetto dei familiari, a questa grave azione si è associata anche la perdita del lavoro, dovuta al mancato rinnovo di un contratto a progetto, ed i sui familiari che non hanno mai accettato la sua omosessualità hanno deciso di non aiutarlo.

“Vogliamo portare all’attenzione pubblica la necessità di una normativa che tuteli le coppie di fatto, che se non arriverà al più presto dal nuovo Governo, dovrà ripartitre il dialogo con Comune, Provincia e Regione Lazio per capire come eliminare le discriminazioni dovute alla mancanza di riconoscimento delle coppie di fatto – dichiara Fabrizio Marrazzo Presidente Arcigay Roma – gli ultimi dati Istat dichiarano che in Italia nel 2006 ci sono stati circa 250 mila matrimoni contro 500 mila convivenze iniziate nello stesso anno, solo nella Regione Lazio i conviventi sono oltre 300 mila, e non è più tollerabile che vengano subite delle continue discriminazioni, come quella precedentemente riportata. Inoltre, come associazione non abbiamo neanche i fondi pubblici per garantire l’assistenza legale, che viene svolta dai nostri avvocati sulla base del volontariato, quindi se le istituzioni non ci aiutano da soli non potremo fare molto. Il 10 marzo – conclude Marrazzo – saremo in Piazza Farnese, per la Manifestazione Nazionale Diritti Ora! per richiedere al più presto il riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto.”