Roma Pride nel caos, lancio di bottiglia alla riunione

di

Finale a sorpresa per l'ultima riunione organizzativa del Roma Pride 2012: un esponente di un'associazione lancia una bottiglia. In questo clima, salta la gestione unitaria dell'evento.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
4675 0

Proseguono gli incontri tra associazioni ed esponenti gay in vista del Roma Pride 2012. L’ultima riunione, però, porta i segni dell’epilogo peggiore che si potesse immaginare. Mentre sembrava che negli uffici del CGIL, che presta la propria struttura al movimento gay capitolino per discutere dell’evento, si fosse fatto un modesto passo avanti sia nella discussione – che stavolta ha riguardato per lo più il soggetto che si sarebbe dovuto occupare della pianificazione del Pride – che nei toni del confronto  – rimasti pacati fino all’ultima mezz’ora -, uno spiacevole gesto ha fatto precipitare la situazione.

Luca Amato (in foto, già presidente dal 1994 al 1995 di Arcigay Milano, poi coordinatore di Certi Diritti Roma e più recentemente organizzatore del Forum Cittadino LGBTQI interno al Coordinamento Roma Pride), in uno scatto d’ira ha lanciato una bottiglia verso Giuseppe Pecce (direttore del Roma Rainbow Choir) col quale aveva avuto già nella riunione precedente uno scontro dai toni piuttosto accesi.

L’indignazione per il gesto violento che ha fatto urlare a buona parte della sala "Fuori!" non ha sortito alcun effetto. Ma quando diverse persone hanno abbandonato l’assemblea in segno di protesta, anche gli stessi rappresentanti delle associazioni, per tentare di riprendere serenamente il dibattito, hanno invitato Amato a lasciare la sala. Inutile a quel punto tentare di riprendere il filo del discorso; l’assemblea incredula aveva ormai risentito dell’accaduto.

È in questo clima che le associazioni che componevano il Coordinamento Roma Pride (Arcigay Roma, ArciLesbica Roma, Azione Trans, DìGayProject, Gay Center, GayLib) per bocca del presidente Arcigay Roma, Roberto Stocco (In foto), hanno annunciato il fallimento dell’obiettivo di costituire il nuovo comitato organizzatore del Roma Pride 2012 e il conseguente ricostituirsi nel Coordinamento Roma Pride. Per questo il circolo romano Mario Mieli, che aveva posto come condizione fondamentale per sedersi al tavolo del confronto proprio lo scioglimento del Coordinamento Roma Pride, non ha ovviamente gradito il finale a sorpresa tanto che la presidente Rossana Praitano ha abbandonato la sede della CGIL pronunciando le inequivocabili parole "Liberi Tutti".

Intanto sulle pagine e sui siti ufficiali delle associazioni ancora tutto tace. Anche il sito e la pagina ufficiale del Coordinamento Roma Pride sono ferme alle comunicazioni sugli appuntamenti di inizio febbraio. Ed è a quel punto che, nei fatti, si è tornati dopo quel che è successo sabato. Cosa aspetta Roma in questi mesi? Un nuovo tavolo di confonto ancora più difficile di quanto non lo sia già stato finora o una prova di forza con la terribile ipotesi, politicamente suicida, di due Pride organizzati da due gruppi diversi? Resta da capire se più che di silenzio non si tratti della quiete prima di una tempesta dagli esiti stavolta davvero imprevedibili.

di Federico Moretti

Leggi   Roma, striscioni in difesa del cameriere omofobo: 'basta fro*i, licenziato dalla vostra omofollia'
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...