Rosa Maria Di Giorgi: la maggioranza saprà approvare le unioni civili

Intervista alla Senatrice “cattodem”: dagli emendamenti sapremo trovare una sintesi

Rosa Maria Di Giorgi è tra i personaggi di spicco dei “malpancisti”, e cioè dei senatori “cattodem” che più volte hanno manifestato perplessità sulla stepchild adoption, sulla maternità surrogata che, a loro giudizio, in qualche modo sarebbe da questa incentivata e sulla maggioranza che dovrà e potrà approvare il ddl Cirinnà. L’abbiamo intervistata, in una pausa della Direzione Nazionale del Partito Democratico dove, ancora una volta, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha ribadito il suo sì convinto all’approvazione della legge in tempi rapidi.

Senatrice, quanti emendamenti avete presentato – mi perdoni il termine – come “malpancisti”?

Sono circa 9. Alcuni sono sulla prima parte, per rispondere a quelle osservazioni che erano state fatte di presunta incostituzionalità della legge e della conseguente verifica che toccherà al Presidente della Repubblica: queste modifiche ci permetterebbero infatti di meglio distinguere le unioni civili dal matrimonio.

In questi emendamenti avete quindi tolto riferimenti diretti ad articoli del codice civile e sostituito con norme che snocciolano i relativi diritti? O c’è qualcosa di più?

No, solo quello che lei indica. Ma ce ne saranno tanti di emendamenti di questo tipo presentati da altri senatori del PD, per fare in modo che nessuno possa attaccarsi alla questione dell’incostituzionalità. Chi non vuole la legge si attacca a tutti questi dettagli e noi che la legge li vogliamo abbiamo tutti insieme cercato di togliere ogni possibile appiglio. Questo era un punto su cui l’accordo mi pare ampio, visto che stiamo parlando di una nuova “formazione sociale specifica” e non di altro.

Vedo che voi insistete sull’”affido rinforzato” con il relativo emendamento che avete formalmente presentato…

Sì, certo. Ma voglio premettere una cosa. Gli emendamenti si possono ritirare: noi esamineremo con grande attenzione gli emendamenti presentati dagli altri del Partito Democratico che sono andati nella direzione di raccogliere le sensibilità espresse in questi due anni di dibattito e poi decideremo. Vorremmo infatti trovare un punto di arrivo buono tra la nostra proposta e quella della stepchild. Io credo che ci sia la possibilità, all’interno del dibattito dei prossimi giorni e poi di quello in aula, di trovare quegli emendamenti di equilibrio che io auspico ci possano essere.

Volete quindi evitare il muro contro muro nel Partito Democratico?

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Sì, certo. Questo è uno degli obiettivi.

Ha già letto l’emendamento di Lumia ed altri sulla “stepchild adoption”, che prevede una procedura più rinforzata per accedervi?

No, non ancora ma più o meno ne conosco già i termini.

Questo emendamento potrebbe riaprire la discussione tra di voi?

Guardi, la discussione è apertissima già ora: nessuno si è mai innamorato delle proprie proposte. Attraverso l’unica forma che abbiamo come senatori a disposizione, ossia l’emendamento, abbiamo espresso quella che è la nostra posizione che potrei chiamare “di partenza”. Se vogliamo ottenere dei risultati, occorrerà ascoltarsi, come ha appena detto Matteo Renzi nella Direzione del PD. Ora che le diverse sensibilità sono rappresentate negli emendamenti presentati, comincia il lavoro vero: guardare quali sono le opzioni su cui auspicabilmente e doverosamente il PD è bene e giusto che si ritrovi, senza irrigidimenti da parte di nessuno.

Dietro alla vostra posizione c’era anche un ragionamento di tipo politico: quale è la maggioranza che deve approvare la legge? Quella a vostro parere più incerta coi 5 Stelle o invece quella secondo voi più sicura che corrisponda alla maggioranza di governo?

La posizione che è mia ma anche di molti altri è quella di muoversi possibilmente all’interno della maggioranza, se c’è spazio per il dialogo e mi pare che ci sia. Se troviamo soluzioni che raccolgano le nostre sensibilità e quelle abbastanza simili che ho trovato in larga parte dell’NCD, io credo che sarebbe qualcosa di più lineare. Tranne l’eccezione di qualche parlamentare, una larghissima parte della maggioranza di governo vuole le unioni civili: io ho trovato una apertura che neppure immaginavo nei partiti che fanno parte della maggioranza di governo. La mia idea è sempre stata questa: ma è possibile che noi dobbiamo andare in uno scenario che è molto complesso che è quello di un rapporto col Movimento Cinque Stelle, peraltro in un momento in cui i rapporti con questo non sono per niente idilliaci, quando sarebbe più saggio e responsabile trovare un accordo nella maggioranza?

Ma in Commissione questo percorso è stato provato più volte senza arrivare mai ad un risultato…

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Certo, perché le cose dipendono anche dai soggetti che si trovano a rappresentare i partiti. In Commissione Giustizia di fatto c’erano solo persone che sono molto contrarie a tutto l’impianto della legge che invece noi vogliamo fortemente. Io comprendo che i colleghi che nella Commissione Giustizia hanno trovato l’accordo coi 5 Stelle ora si aspettino che in aula si possa procedere con lo stesso schema. Ma io credo che adesso siamo in una condizione migliore perché abbiamo tutto il Parlamento davanti, anche quelli dell’NCD che sono favorevolissimi alle unioni civili. La loro unica vera obiezione, che peraltro coincide con la mia, riguarda la stepchild: io dico di provare a ragionare in modo tale da essere tranquilli sul voto di una maggioranza che è sempre stata solidale e tranquilla.

La coperta è cortissima però… se il livello di compromesso con l’NCD è troppo basso, perdete anche i voti dei 5 Stelle o sbaglio?

Ne sono consapevole. Il corridoio è molto stretto e proprio per questo è molto importante trovare sulla base degli emendamenti presentati l’accordo e la garanzia del voto finale sulla legge dell’intera maggioranza. E’ questo quello che conta. Io credo che si possa giungere a questo e sono ottimista.

L’emendamento di Dalla Zuanna contro la maternità surrogata, che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi e che è stato addolcito, è la chiave per l’accordo nella maggioranza?

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Può essere un elemento molto importante e infatti io ho firmato solo la versione finale, dopo che è stato radicalmente cambiato dalla sua prima stesura. Lo capisco che è una questione molto delicata ma nello stesso tempo tiene conto delle osservazioni molto determinate di decine e decine senatori del Partito Democratico che pur sono a favore della stepchild adoption. Se questa pratica in Italia non è legale e non si vuole renderla tale, non possiamo pensare di non essere coerenti. Delle due l’una: o siamo a favore o siamo contro la maternità surrogata. E se siamo contro perché non ribadirlo nella legge che approveremo.

A chi dice che è inaccettabile inserire in una legge che attendiamo da anni e che apre ai diritti una norma penale, tanto più se rende universale il reato assimilando la surrogata al terrorismo internazionale o alla pedofilia, cosa rispondete?

Ci sono partite, come quella della stepchild, che era più opportuno trattare in altra parte, non nella legge sulle unioni civili, tanto più che la legge sull’adozione va completamente rivista anche in altri punti. La scelta di introdurre la stepchild in questa legge ha creato quindi molte difficoltà che ci potevamo evitare, approvandola almeno un anno e mezzo fa. Nella discussione dei prossimi giorni io sono convinta che una soluzione verrà trovata, partendo dagli emendamenti presentati e dal dibattito dentro il mio Partito che, sottolineo, è stato carente: basti pensare che la prima riunione del gruppo in Senato del PD sulla stepchild in forma plenaria è solo della settimana scorsa.

Chiudiamo con una battuta di speranza. Pur avendoti definito “malpancista”, secondo te avremo la legge? Lei è fiduciosa?

Non sono fiduciosa, sono sicura: le unioni civili le vogliamo tutti e la soluzione sapremo trovarla, nelle prossime ore e nei prossimi giorni.