Russia: la Corte di Mosca rimette al bando il Gay Pride

Una seconda corte di “giustizia” moscovita ha confermato il divieto: le persone omosessuali pare che non possano manifestare liberamente in Russia, ufficialmente per motivi di ordine pubblico.

MOSCA – La Corte della Città di Mosca ha confermato il divieto per lo svolgimento del Gay Pride, previsto per il 27 maggio. I gruppi GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transgender) organizzatori si erano appellati dopo la decisione di primo grado della corte distrettuale Tverskoy e hanno già annunciato che ricorreranno alla Corta Suprema per vedere tutelati i loro diritti di poter manifestare liberamente e pacificamente, sperando di trovare in essa un approccio “più oggettivo” al problema. Si tratta dell’ennesimo capitolo di una diatriba tra le omofobe autorità russe e il locale movimento per i pari diritti civili. Lo scorso anno a fine maggio il primo Pride era stato teatro di atti violenti a seguito di assalti compiuti da movimenti dell’ultradestra e da gruppi di fondamentalisti religiosi. Un centinaio di attivisti gay erano stati fermati per aver comunque manifestato (pacificamente) nonostante il divieto imposto dalla locale prefettura.

Già in agosto gli organizzatori avevano ricevuto un primo responso negativo da un altro tribunale. Ma non si danno per vinti. Nicolas Alexeyey ha dichiarato a PinkNews che la loro lotta andrà avanti: «Riguarda il futuro, quando i diritti delle persone omosessuali saranno riconosciuti e rispettati e quando non ci saranno più cittadini di seconda classe senza diritti fondamentali.» Un altro procedimento legale è stato avviato presso la Corte Europea dei Diritti Umani. (Roberto Taddeucci)

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