Russia, lettera minatoria a un attivista: dovrà uccidere un sopravvissuto alle persecuzioni in Cecenia

A ordinargli l’omicidio, il gruppo Saw. La sua intenzione è quella di mettere i membri della comunità LGBT+ gli uni contro gli altri.

Vitaly Bespalov è un ragazzo di 28 anni, attivista LGBT+ e capo redattore di Gay Plus. Prima di ricoprire questo ruolo, lavorava a San Pietroburgo, in quella che veniva definita “La Fabbrica dei Troll”, ovvero la Internet Research Agency, agenzia che lavora per conto di aziende russe e del governo, provvedendo alla diffusione di operazioni di propaganda online. Vitaly, dopo alcuni anni di lavoro in questa agenzia, ha deciso di andarsene, denunciando pubblicamente le attività. Qualche giorno fa, invece, gli è arrivata una lettera minatoria.

L’ha trovata nella sua posta elettronica, e il messaggio è chiaro. Deve uccidere Maxim Lapunov, un ragazzo gay sopravvissuto all’epurazione in Cecenia. Ha tempo fino al primo ottobre, altrimenti verrà ucciso. Se non intende compire l’omicidio, dovrà pagare una somma pari a un milione di rubli, ovvero 15.000 dollari. Una cifra considerevole per ogni cittadino medio russo, in un Paese dove gli stipendi raggiungono a malapena i 45.000 rubli (nemmeno 700 euro). Lo stesso messaggio è stato inviato anche a un altro attivista, il quale deve uccidere Alexei Nazarovun omonimo appartenente a un altro gruppo LGBT.

Saw vuole obbligare gli attivisti a uccidersi a vicenda con una lettera minatoria

A inviare la lettera minatoria sono i membri di Saw, il gruppo omofobo che aveva pubblicato una lista di nomi, con tanto di professione e indirizzi, di attivisti LGBT. Era l’elenco delle persone da eliminare. In quella lista, era presente anche il nome di Vitaly Bespalov. 

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La strategia del gruppo Saw è quella di mettere i membri della comunità gli uni contro gli altri, assistendo a quello che faranno in questo mese, tempo messo a disposizione per eseguire quello ordinato nella lettera. Se decidono di non uccidere le persone designate, saranno loro a essere eliminati. E regaleranno solo un po’ di tempo in più Lapunov e a Nazarov.

Intanto, le petizioni e le denunce intasano la posta degli uffici del Cremlino. Mail che però non riceveranno mai una risposta. La Polizia nemmeno finge di indagare: non intendono indagare sul gruppo, nonostante le minacce di morte. Il gruppo Saw, nonostante il loro sito sia stato oscurato dalle autorità, opera ancora. 

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