Rutelli: “A Roma no unioni, sì a centro cultura gay”

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Nell'intesa siglata da Rutelli e Sinistra Arecobaleno per l'alleanza al Comune di Roma, il candidato del PD promette un centro di cultura gay. Ma ribadisce il suo "no"...

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Un centro internazionale della cultura omosessuale nella Capitale. È quanto promesso dal candiato sindaco del centro sinistra al Comune di Roma, Francesco Rutelli. L’annuncio è stato dato oggi in occasione dell’accordo fra Rutelli e la Sinistra Arcobaleno, che a livello locale, contrariamente a quanto avviene a livello nazionale, appoggia gli esponenti del Partito Democratico.

«Roma, cuore del cattolicesimo universale, è stata e sarà sede insostituibile del dialogo interreligioso: laica e pluralista, raccoglie la più antica comunità ebraica della diaspora, fedeli islamici e di altre confessioni e religioni. Agli stranieri offre accoglienza e tolleranza, rigetta la xenofobia, richiede il rispetto dei doveri di convivenza e della legalità». È questa la motivazione che ha spinto Rutelli ad aprire sulla questione lgbt anche se, tiene a precisare, «Sono le leggi dello Stato – ricorda Rutelli – che disciplinano il regime delle unioni diverse dal matrimonio, e Roma vi si attiene.» Come dire: le unioni civili non arriveranno più in consiglio comunale. Del resto, la questione era già stata chiarita proprio da Rutelli.

Arcigay Roma, intanto, ha fatto presente le proprie istanze al candidato del PD con una lettera articolata in cinque punti:

1)Per l’asilo politico di gay lesbiche e trans perseguitati o condannati a morte in altri paesi, Roma si attivi per far abolire le condanne a morte e per sostenere progetti di accoglienza e di cittadinanza. Perché la nostra città si accrediti come capitale della difesa dei diritti umani e civili anche attraverso la costituzione di parte civile del Comune di Roma in cause  che riguardano la discriminazione delle persone LGBT.

2) Nuove tutele e servizi per le coppie di fatto, eterosessuali e omosessuali, secondo le competenze dell’amministrazione, per rafforzare e incrementare i servizi e le opportunità offerte a tutte le forme familiari, a prescindere dal tipo di riconoscimento giuridico, come ad esempio per quanto riguarda l’assegnazione delle case popolari e il sostegno economico alle giovani coppie.

 

3) Analisi sulle condizioni di vita delle persone lesbiche, gay e trans finalizzate a individuarne le problematiche e la percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità, per elaborare e incrementare i servizi rivolti alle persone lesbiche, gay e trans sul territorio.

4) Sostegno e riconoscimento delle iniziative culturali della comunità lesbica, gay, e trans, riconoscendo le iniziative della Gay Street di via di San Giovanni in Laterano come luogo di aggregazione, visibilità e dialogo. Valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali incrementando l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale. Riconoscimento e patrocinio del Gay Pride

 

5) Azioni formative nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nelle aziende municipalizzate per il contrasto del bullismo, dell’omofobia e della transfobia.

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