RUTELLI: SONO FAVOREVOLE AL PACS

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In un'intervista rilasciata al Foglio, il leader della Margherita si dice contrario ai matrimoni gay, ma d'accordo sul riconoscimento pieno dei diritti nelle convivenze gay e lesbiche.

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ROMA – Ai tempi del World Pride aveva un po’ altalenato, ma oggi, dalle pagine del Foglio, il leader della Margherita Francesco Rutelli, pur dichiarandosi contrario al riconoscimento dei matrimoni gay, si è detto per la prima volta favorevole al PaCS.
«Penso che la maggioranza degli italiani e io mi colloco su questa posizione – afferma Rutelli nell’intervista pubblicata oggi – siano favorevoli a un riconoscimento pieno dei diritti di cittadinanza e anche di una serie di implicazioni amministrative della convivenza tra persone omosessuali».
«E’ la prima volta che il leader della Margherita si esprime in questo senso – commentano Andrea Benedino portavoce nazionale CODS – Coordinamento Omosessuali DS e Anna Paola Concia, membro della Direzione Nazionale DS – e gli va dato atto di aver riportato con le sue parole la discussione rispetto ai diritti delle coppie omosessuali sul piano della concretezza, com’è del resto nello spirito della proposta di legge sul PACS che i DS hanno avanzato, assieme anche ad altre forze politiche, e che tra pochi giorni riprenderà il suo iter in parlamento».
«Noi – concludono gli esponenti diessini – riteniamo da tempo che su questa base si possa trovare un accordo con tutte le forze della Grande Alleanza Democratica, ed in particolare con le forze del cattolicesimo democratico»
Dello stesso parere anche il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice che si dice “lieto” delle affermazioni di Rutelli. «Ci sembra che i tempi siano maturi perché i partiti della Grande alleanza democratica, che singolarmente si sono espressi per un riconoscimento giuridico delle coppie gay e lesbiche, rispondano finalmente alla nostra richiesta: l’inserimento di una legge sulle coppie di fatto, anche omosessuali, nel futuro programma della coalizione. Adesso – è l’appello del presidente di Arcigay – parli Romani Prodi: il presidente uscente della Commissione Europea mostri al Paese che se il centrodestra, da Buttiglione a Tremaglia, da Calderoli a Fisichella, usa il linguaggio dell’oltraggio e della discriminazione e fa appello ai sentimenti più intolleranti, la sua coalizione saprà parlare la lingua europea dei diritti civili, certo non slegati dai doveri di cittadinanza, e delle libertà responsabili».

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