SALERNO, CAPITALE GAY

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Sergio Lo Giudice e Paola Dall'Orto incontrano il sindaco e gli attivisti del circolo gay locale. Un grande evento che segna la rinascita di una regione difficile.

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SALERNO – “Su Salerno è attualmente concentrata l’attenzione di tutto il movimento omosessuale italiano”: parola di Sergio Lo Giudice, presidente di Arcigay Nazionale. Dopo solo quattro mesi dalla sua costituzione e dopo approfondite discussioni tra i banchi del consiglio comunale per l’istituzione del registro delle unioni civili, l’associazione di cultura omosessuale “F. G. Lorca” è entrata dritta a Palazzo di Città dove, per la prima volta, nel Salone dei Marmi, si è discusso del riconoscimento delle “coppie di fatto”.

Al convegno “Nuovi diritti e nuove opportunità. Dalla risoluzione dell’8 febbraio 1994 alla direttiva comunitaria 78/2000” sono intervenuti esperti di fama nazionale. Oltre a Sergio Lo Giudice erano presenti: Paola Dall’Orto, presidente dell’AGEDO (Associazione GEnitori Di Omosessuali); Anna Muraro, Vicepresidente di ArciLesbica Nazionale; Titti De Simone, deputata di Rifondazione Comunista; Anna Petrone, componente della commissione provinciale “Pari Opportunità”; Maria Gigliola Toniollo, della CGIL, Ufficio Nuovi Diritti; Davide Barba, presidente dell’Arcigay “Antinoo” di Napoli; Paola D’Addino, docente di diritto privato presso l’Università di Salerno; gli assessori comunali Franco Mari, alle Politiche Comunitarie e Piero Cardalesi, all’Ambiente; Lorenzo Forte, capogruppo di Rifondazione Comunista; Fabio De Chiara e Annalisa Bozzetto, Presidente e Vicepresidente dell’associazione “Garcia Lorca”. Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il senatore forzista Gaetano Fasolino che si è dimostrato non contrario, in principio, alla approvazione di leggi che istituzionalizzino legami diversi da quelli matrimoniali, affermando, tra l’altro, che “Occorre procedere con cautela, con equilibrio. Sono favorevole ad appoggiare questa causa affinché non si parli più di diversità”.

Con la stessa moderazione parla il sindaco di Salerno Mario De Biase, che, in mattinata, ha incontrato Sergio Lo Giudice, Paola Dall’Orto e una delegazione dell’associazione “Garcia Lorca”, quest’ultima con un pacchetto di iniziative volte alla cittadinanza salernitana. Su tre progetti De Biase ha mostrato un’ampia condivisione annuendo ad ogni intervento degli ospiti con sguardo attento. Il primo prevede l’organizzazione a Salerno di un festival del cinema omosessuale (sarebbe il primo nel Mezzogiorno). Il secondo contempla l’attivazione di un numero verde cui i giovani potranno rivolgersi per ricevere informazioni di supporto inerenti l’orientamento affettivo/sessuale ed anche relative alle problematiche di prevenzione dell’Aids. La terza proposta prevede un progetto di sensibilizzazione e di informazione da attivare nelle scuole grazie alla disponibilità, dichiarata in una nota scritta ed inviata in occasione del convegno, di Luca Iannuzzi, dirigente del Provveditorato agli Studi di Salerno. Paola Dall’Orto ha omaggiato il primo cittadino con il video prodotto dall’AGEDO “Nessuno Uguale” che tratta il delicato binomio “adolescenza-omosessualità”.

E’ sicuramente difficile sintetizzare, in poche battute, i temi discussi durante l’intero convegno. Una panoramica degli interventi di maggior rilievo possono essere descritti partendo dalle affermazioni di Sergio Lo Giudice. “E’ un momento d’oro per il Sud – ha commentato il Presidente nazionale di Arcigay – il successo del gay pride di Bari (tenuto il 7 giugno presso il capoluogo pugliese e che ha visto la partecipazione di circa quarantamila persone, n.d.r.) è un segnale forte di rinascita. Sono convinto dell’importanza di convegni come questo di Salerno: il maggior alleato del pregiudizio è l’ignoranza che va combattuta con la promozione di eventi culturali. Il tema dell’omosessualità trova sempre maggior consensi: la ricerca dell’Eurispes (Istituto di studi politici economici e sociali, n.d.r.) conta il 51% degli Italiani a favore dei matrimoni tra persone omosessuali, opinione condivisa soprattuto tra i giovani. A Gela, in Sicilia, il sindaco, dichiaratamente omosessuale, è stato eletto senza problemi. E’ il segno di un Paese che cresce”.

Paola Dall’Orto ha ricordato l’impegno che da oltre 10 anni porta avanti con l’AGEDO. “Tutto è iniziato quando mio figlio Giovanni, all’età di 17 anni circa, mi ha confidato di essere gay. All’inizio non capivo, sinceramente non sapevo nemmeno cosa fosse l’omosessualità. Pian piano ho preso consapevolezza di questa realtà. Ho scritto con lui un libro (Figli Diversi di P. e G. Dall’Orto, Ed. Sonda n.d.r.). Vogliamo far sapere che sono sempre di più i genitori che chiedono a testa alta che i loro figli vengano accettati e rispettati. Vogliamo fare da argine alle discriminazioni, alle ingiustizie, alle intolleranze cui sono soggetti gay e lesbiche affinché acquisiscano pari diritti, libertà e rispetto come tutte le altre persone. Il nostro intento è che nessuno abbia più a soffrire inutilmente per ignoranza di un fenomeno e per colpe inesistenti. Vogliamo aiutare le famiglie a ritrovare armonia e serenità tra tutti i componenti”.

Maria Gigliola Toniollo, ha sottolineato la sua attività nelle vesti di responsabile dell’Ufficio Nuovi Diritti della CGIL. Si tratta di un Ufficio che ha sempre dato prova di grande sensibilità e coerenza proponendo iniziative spesso considerate provocatorie e controverse da una classe politica arretrata ed affrontando quasi sempre lo scontro con l’insieme di un Sindacato che “fatica ad uscire da un guscio blindato e recepire aspetti di un mondo che cambia vertiginosamente”. Per fare in modo che le problematiche aperte, escano da un ambito ristretto, un po’ élitario, e siano pienamente assunte in un reale e magari tradizionale percorso sindacale. “Uno dei nostri obiettivi – ha commentato Toniollo – è quello di costituire un punto di sostegno allo Stato laico”.

Anna Muraro, in risposta all’attuale questione sui PACS e al pregiudizio comune che vede in contrapposizione l’omosessualità ed i valori della famiglia, ha chiarito:“Non distruggiamo le famiglie, non ne abbiamo interesse. Piuttosto ne creiamo altre! Oggi c’è molta più visibilità e più forza. Ho firmato per i PACS e sono pronta a firmare per qualsiasi altra proposta di legge che tuteli i nostri diritti. Dobbiamo volere tutto”.

La conclusione del dibattito ha visto l’intervento dell’onorevole Titti De Simone: “Il merito di giornate come queste è quello di aprire uno squarcio in una società piena di pregiudizi, luoghi comuni e forse tanta solitudine. Senza retorica, il nostro è un buon servizio che rendiamo alla democrazia. E’ un’occasione straordinaria per Salerno che individua un avanzamento civile. E’ una risposta, anche di pace, per migliorare la nostra qualità della vita e l’universalità dei diritti”. Considerazioni anche sul registro delle unioni civili:“Guardiamo queste cose con gli occhi rivolti più a terra e meno al cielo”.

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