SALERNO: DIFENDIAMO LE CONVIVENZE

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Perché sono negati i diritti agli omosessuali e a chi non si sposa? Nasce un'associazione che difende le unioni di fatto. E invita alla mobilitazione. Ma i gay,...

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SALERNO – Si convive a volte per scelta, a volte per necessità, altre ancora per prova. Qualunque sia il motivo, numerose coppie in Italia preferiscono, al matrimonio, questa forma di vita in comune. Si tratta di un fenomeno nuovo per l’Italia, ma è una realtà ormai consolidata. Al momento in Italia la convivenza non è disciplinata da specifiche norme. In attesa che questo vuoto venga colmato, tanti sono i diritti negati ai conviventi.
Al fine di tutelare queste unioni, in alcuni Comuni d’Italia è stato istituito il registro delle unioni civili. Per ora i Comuni che si sono fatti portatori di questa proposta non sono molti. Tra gli altri ricordiamo Empoli, il primo in assoluto nel 1993, Tarquinia, Milano, Pisa, Voghera.

I diritti negati delle coppie di fatto
“La situazione delle coppie di fatto – spiega Michele Capano (foto), portavoce dei Radicali di Salerno – spesso è vaga e confusa, e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali: se uno dei due, ad esempio, ha bisogno di un intervento medico urgente e rischioso, l’altro non può aiutarlo, visto che non figura come parente. Il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala. Il convivente che collabora all’impresa dell’altro non ha nessun diritto. Se uno dei conviventi sconta una pena detentiva, il partner non ha lo stesso diritto a colloqui e permessi di un coniuge. Se uno dei due conviventi muore e l’appartamento era di sua proprietà, il locale spetta agli eredi legittimi del defunto. Il convivente potrà continuare ad abitarlo solo se l’altro ne aveva disposto testamento in suo favore. Ogni forma di convivenza, purché dotata di un minimo di stabilità, deve avere uguali diritti di fronte alla legge”.

Associazione “diritti civili a Salerno”
Con questa consapevolezza, nel corso di un incontro con la stampa, giovedì 14 ottobre, è stata presentata l’Associazione “Diritti Civili a Salerno”. “Nata dall’incontro tra persone di diversa estrazione e militanza politica – spiega Francesco Colucci (foto), promotore dell’Associazione – ‘Diritti Civili a Salerno’ ha l’obiettivo di promuovere, tra le altre cose, anche il Patto Civile di Solidarietà. Vogliamo chiedere alla politica di non nascondere le istanze dei diritti civili nelle pieghe dei programmi ma, al contrario, imporle nell’agenda politica del paese”.
Giovedì 28 ottobre, nella sala conferenze CGIL a Salerno, si è parlato di “Famiglie Diverse: le ragioni dei diritti negati” con Bruno De Filippis, consigliere presso la Corte d’Appello di Salerno; Antonio Salzano, segretario generale SPI CGIL Salerno, in collaborazione con l’Associazione di Cultura omosessuale “Federico Garcia Lorca” di Salerno (Associazione che, con l’Assemblea dei soci tenutasi mercoledì 20 ottobre, ha formalizzato la decisione di affiliarsi all’Arcigay).
Al termine del convegno Paolo Costagliola (co-fondatore dell’Associazione DCaS) e la sua compagna Pina Casella hanno apposto le prime due firme su un registro “clandestino” creato appositamente per un’iniziativa che richiederà, nel prossimo mese, una “mobilitazione di coscienze generale”.

“Abbiamo bisogno di firme…”
“Abbiamo bisogno di raccogliere molte firme – spiegano Capano e Colucci – Vogliamo avviare un’indagine conoscitiva sulle famiglie diverse, quantificarle, capire chi sono. Ci aspettiamo che le coppie si facciano avanti e chiedano al Consiglio Comunale di Salerno, firmando, una deliberazione per l’istituzione del registro delle coppie di fatto. È un gesto simbolico importantissimo”.
“Questo appuntamento – anticipa Costagliola – servirà a preparare la giornata del 27 novembre 2004 quando Franco Grillini, primo firmatario della proposta di legge sull’istituzione dei PaCS ci farà visita e, con le firme che abbiamo raccolto, cercherà di spiegare questa realtà al sindaco di Salerno, Mario De Biase”.

Salvatore Di Feo (foto) – vicepresidente della Lorca – ricorda che un’iniziativa del genere (quella del registro “clandestino”) si tentò nel 1994, con il circolo Arcigay-ArciLesbica “I duecentocinquantamila”, purtroppo con scarsa fortuna. “C’è da chiedersi – spiega Di Feo – tra le coppie di fatto, quante persone omosessuali a Salerno si renderanno disponibili ad apporre la propria firma. È un problema culturale, un problema di visibilità, ancora tutto da risolvere”.
L’Associazione “Diritti Civili a Salerno”, che al momento non ha una sede materiale, si affida ad una e-mail e ai contatti telefonici. I numeri a cui fare riferimento sono dunque Paolo Costagliola, 329 4257744, Francesco Colucci 328 6712476 e Michele Capano 338 1784918, mentre eventuali informazioni possono essere richieste a: dirittiasalerno@libero.it Ogni mercoledì si potrà firmare anche c/o la sede dell’Arcigay di Salerno “Federico Garcia Lorca”, in p.zza Vittorio Veneto 2, dalle 20:30 alle 22:30.

di Pasquale Quaranta

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