Salta legge sul doppio cognome: “Che succederà con le unioni civili?”

Approvazione saltata per volere del PD e l’on, Marzano teme per le unioni civili

Accolta con molto favore dall’opinione pubblica, stava per essere approvata una legge che avrebbe permesso ai genitori di scegliere se dare ai propri figli il cognome del padre, quello della madre o entrambi. Stava, perché una surreale discussione alla Camera l’ha bloccata rinviando la discussione a chissà quando. Una legge che, tra l’altro, rispondeva ad una procedura per infrazione aperta contro l’Italia, colpevole di avere una legislazione che “discrimina la donna”, dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo. Al di là del fatto che qualsiasi ostacolo all’affermazione dei diritti, in un paese democratico, dovrebbe interessare tutti i cittadini, cosa c’entra questa vicenda con le questioni della comunità lgbt?

Di fatto, le peripezie di questa legge aprono una questione che rischia di riguardare direttamente la famosa legge sulle unioni civili proposta dal PD e la cui discussione è prevista a settembre.

A bloccare la discussione sulla norma per la scelta dei cognomi dei figli, secondo la relatrice Michela Marzano (del PD, appunto) non è stata tanto l’opposizione di Forza Italia, Scelta Civica, NCD e via cantando, quando un preciso volere proprio del PD.

“Mi chiedo semplicemente cosa faremo rispetto alle promesse che abbiamo fatto ai nostri elettori – si è chiesta l’onorevole Marzano in un’intervista rilasciata a l’Espresso -. Se ci siamo fermati su questo, cosa faremo quando dovremo affrontare il tema di altri diritti? Cosa succederà quando si parlerà delle unioni civili?”. Racconta Marzano, infatti, che nonostante l’opposizione in aula, si era trovata una soluzione “con l’idea di andare avanti col voto, quando è arrivato Verini che, dopo aver parlato con la presidenza del gruppo, ha deciso di stoppare tutto. L’argomentazione era ‘se c’è voto segreto non reggiamo, quindi è meglio ritirarlo'”.

E’ evidente che il voto segreto, nell’opinione dell’on. Verini, avrebbe permesso ai contrari all’interno del PD di esprimersi negativamente sulla legge. Una compattezza, dunque, solo annunciata che rischia di ripetersi alla prossima discussione su norme che riguardano i diritti e le discriminazioni di genere, come quella sulle unioni civili. Tradita, lei e l’Italia. E’ così che si sente Marzano perché “un partito che si considera di centrosinistra e che applaude quando il premier parla di cambiamento, non doveva avere dubbi, non doveva preoccuparsi di ‘tradizione millenarie'”. Il problema per l’approvazione della legge sulle unioni civili, che nel testo attuale prevede anche le stepchild adoption, dunque, potrebbe non essere tanto l’opposizione di alleati o di altri partiti fuori dalla maggioranza, ma di frange interne allo stesso PD.