Salva un gay ad un passo dall’autolesionismo: la storia raccontata su Twitter

L’eroe di questa storia è un uomo di 40 anni, che gestiva una libreria queer.

E’ commovente la storia che un utente ha raccontato su Twitter, rispondendo all’appello di Nicole Cliffe, una scrittrice e giornalista canadese, la quale aveva chiesto ai propri follower di raccontare il gesto più altruista a cui hanno assistito o fatto in prima persona. Tra le centinaia di risposte ricevute, quella che ha guadagnato più reactions è stata quella dell’utente TweetChizone. In pochi minuti, altri utenti hanno risposto al suo post, raggiungendo 32.000 like e venendo ri-twittato quasi dieci mila volte. 

L’utente inizia la sua storia presentandosi: è un uomo di 40 anni che vive a Chicago, gay dichiarato, e che per un certo periodo della sua vita ha gestito una libreria queer, dedicata quindi alla letteratura LGBT. Una sera, mentre stava lavorando, riceve una chiamata strana. All’interno della libreria c’erano solo 5 clienti, quindi ha risposto senza badare molto alle persone presenti. Al telefono, un uomo diceva di pensare di essere omosessuale, e non si accettava. E per questo motivo, stava prendendo in considerazione l’autolesionismo. 

“Non posso raccontare questa storia e non piangere” ha spiegato l’uomo su Twitter

TweetChizone non sapeva cosa dire, o come fare per evitare che l’uomo dall’altro capo della cornetta si facesse del male. Non era pronto e preparato ad affrontare quella situazione, così decise di parlare d’istinto, facendogli capire che tutto sarebbe andato per il meglio.

Non eravamo un centro di crisi! Ma fino a quando stiamo parlando , è al sicuro, vero?

Questo il suo primo pensiero, che gli è venuto in mente mentre parlavo con l’uomo e che aveva riportato anche nel suo racconto su Twitter. Finché avrebbe parlato, non avrebbe potuto farsi del male. Freneticamente, senza freni, a voce alta, TweetChizone parla senza sosta con l’uomo, cercando di farlo ragionare, facendogli delle domande e rispondendo ai dubbi dell’uomo. Era così preso dalla telefonata che non si era accorto che i cinque clienti erano ancora all’interno della sua libreria, e stavano ascoltando il dialogo tra i due. Ed è qui che arriva il gesto altruista. Una donna, una dei clienti, batte sulla spalla del proprietario della libreria, e indicando il telefono dice “E’ il mio turno“. Dietro di lei, anche gli altri si erano messi in fila, e a turno hanno parlato con l’uomo a telefono.

Ogni cliente in quel negozio conosce quella chiamata, conosce quel sentimento, e ogni persona prende una svolta parlando con quell’uomo. Mi conforta così tanto ancora oggi. 

TweetChizone prima, e i suoi clienti dopo, hanno parlato delle loro vite, di come hanno fatto il loro coming out e di quali sono state le reazioni dei loro familiari e amici. Gli hanno spiegato l’importanza di avere vicino delle persone che ti vogliono bene indistintamente dall’orientamento sessuale. Lo hanno confortato. Gli hanno fatto capire come sia normale l’omosessualità. E lo hanno salvato. (Cliccando sulla finestra qui sotto si aprirà l’intera pagina con la storia e i commenti su Twitter)