Sam Kutesa: il ministro anti-gay sarà presidente dell’ONU

Dalle leggi antigay in Uganda a uomo di punta delle Nazioni Unite. Petizione su Change.org

Può un uomo che ha varato delle leggi che limitano la libertà delle persone omosessuali, diventare presidente dell’ONU, un’istituzione in prima linea nelle battaglie contro l’omofobia? Evidentemente sì.

L’11 giugno Sam Kutesa sarà eletto, salvo colpi di scena, presidente dell’ONU. Non ci sarà infatti alcuna votazione, come da prassi, ma sarà eletto per acclamazione.

Si è subito alzato un coro di polemiche a partire dall’Inghilterra dove l’attivista per i diritti dei gay Peter Tatchell ha fatto appello al governo di David Cameron di intervenire per bloccare la candidatura. La senatrice di New York Kirsten Gillibrand ha invece definitito “inquietante vedere il ministro degli esteri di un Paese che ha passato una legge ingiusta e discriminatoria sulla base dell’orientamento sessuale che diventa presidente dell’Assemblea generale dell’Onu”.

L’elezione di Kutesa, che erediterà il posto dall’attuale presidente John Ashe, è da considerarsi un atto dovuto essendo il candidato designato dall’Unione Africana a cui spetta l’incarico per il prossimo mandato. C’è però chi non si arrende e su Change.org è già pronta una petizione che fa appello al segretario di Stato John Kerry affinchè revochi a Kutesa il visto di ingresso e ai paesi membri dell’Onu perché votino contro il ministro. Secondo Milton Allimadi, giornalista ugandese a New York e autore della petizione online, Sam Kutesa “rappresenta l’antitesi di quel che simbolizzano globalmente le Nazioni Unite: pace, sicurezza e tutela dei diritti umani per tutti”.