San Donato: grazie ai voti del Pd, niente veto ai convegni omofobi

“Quel testo è censura preventiva”. Solo Sel e M5S votano a favore, maggioranza contraria.

Il PD ci ricasca, questa volta a San Donato Milanese. È successo ieri, infatti, che grazie ai voti dei consiglieri democratici sia stato bocciato un ordine del giorno presentato dal M5S in cui si chiedeva al comune di impegnarsi a non ripetere, a San Donato, quello che è successo sabato a Milano. “In occasione di eventi legati a Expo e più in generale in occasione di richieste provenienti da associazioni o enti – si legge nel testo dell’ordine del giorno, simile a quello presentato dal M5S in altri comuni lombardi -, il comune di San Donato Milanese non dia il patrocinio a titolo gratuito o a titolo oneroso ad eventi organizzati da associazioni di stampo omotransfobico, la cui attività è legata direttamente o indirettamente a promuovere le cosiddette “terapie riparative” e i cui relatori od organizzatori siano sostenitori delle cosiddette terapie riparative. volte a curare l’omosessualità come se fosse una malattia e più in generale affinché il Comune di San Donato Milanese non dia il patrocinio a soggetti sostenitori dell’omostransfobia”.

L’ordine del giorno nasce in seguito alle polemiche che hanno accompagnato il convegno organizzato dalla Regione Lombardia e pubblicizzato con il logo di Expo che si è tenuto lo scorso 17 gennaio a Milano. Il testo, depositato il 13 gennaio scorso dal consigliere Innocente Curci, è stato votato solo ieri dal consiglio comunale a San Donato Milanese ed è stato bocciato anche grazie al voto congiunto dei partiti del centrodestra e del Pd. I tre soli voti a favore sono stati quelli di Sel e del M5S, mentre 17 sono stati i voti contrari (i consiglieri del Pd in consiglio comunale sono 12). La motivazione addotta è che approvare quel testo avrebbe significato una sorta di “censura preventiva” e di limitazione della “libertà di espressione di ogni associazione”. “Ribadiamo – si legge in un comunicato diffuso alla vigilia del voto – la necessità del confronto democratico fra posizioni diverse e non l’affermazione di un’unica verità in particolare su temi sensibili e soprattutto quando si rappresenta un’istituzione come Regione Lombardia”.

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