San Valentino: Arcigay, c’è poco da festeggiare

Domani, giorno di San Valentino, gli attivisti delle associazioni Arcigay e Arcilesbica si mobilitano in tutto il territorio nazionale per i Pacs.

ROMA – ‘L’Unione ci ripensi se non vuole restare fuori dal moderno riformismo europeo’: è questo il senso dell’iniziativa che domani, giorno di San Valentino, vedrà gli attivisti delle associazioni Arcigay e Arcilesbica mobilitarsi in tutto il territorio nazionale per spiegare all’opinione pubblica ‘perchè per lesbiche e gay non c’è molto da festeggiare’, come recita un volantino che sarà distribuito domani nelle piazze italiane.

Le due associazioni non fanno sconti al governo Berlusconi, definito ‘il più liberticida della storia della Repubblica’, ma rilanciano con forza le loro richieste al centrosinistra.

‘Nel programma dell’Unione, un impegno per istituire le Unioni civili semplicemente non c’è – sottolinea il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice – e non si dica che è una questione terminologica o di dettagli. Non c’è. Continuiamo a sperare che ci sia un ripensamento da qui al 24 febbraio, data ultima per la deposizione ufficiale dei programmi elettorali’.

‘Abbiamo chiesto un incontro a Romano Prodi e ai leader dei partiti dell’Unione, per un chiarimento che speriamo possa dare luogo a un ripensamento þ aggiunge Francesca Polo, presidente di ArciLesbica – non si può lasciare senza riposta chi è sottoposto a un’ineguaglianza giuridica degna di regimi di apartheid. La subordinazione delle forze dell’Unione ai diktat del Vaticano è sconcertante’.

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