Sandro Mayer: morto il direttore di DiPiù. Le accuse di omofobia da Veronica Pivetti

Nel 2017, aveva creato scalpore una dichiarazione dell’attrice, che aveva scatenato supposizioni sulla sua omosessualità.

Sandro Mayer è morto. Aveva 77 anni. Direttore di DiPiù e DiPiùTv, è stato anche giudice a “Ballando con le Stelle“, opinionista in diversi programmi televisivi di Rai e Mediaset. Ma era soprattutto un giornalista, e ha rivoluzionato il giornalismo italiano.

Direttore di Gente, Novella 2000 ed Epoca, è morto nella notte del 30 novembre all’ospedale Fatebenefratelli di Roma.

Le accuse di omofobia della Pivetti

Sandro Mayer in passato è stato oggetto di critiche da parte di Veronica Pivetti, a seguito di un’intervista rilasciata a DiPiù, secondo l’attrice manipolata, nell’agosto del 2017. La professoressa/investigatrice Camilla Baduino del piccolo schermo (in Provaci Ancora Prof) aveva spiegato al giornale che era delusa dagli uomini e che ora viveva con una sua amica. L’articolo aveva procurato scalpore, scatenando diverse supposizioni sull’omosessualità dell’attrice. La Pivetti, a seguito di tutto questo, ha accusato DiPiù di aver manipolato l’intervista, definendo omofobi i giornalisti della rivista.

Sandro Mayer ha quindi voluto risponderle, accusandola a sua volta di essere omofoba. Nella risposta, ha scritto:

Lei (Veronica Pivetti, ndr) ha affermato: “Se fossi una donna omosessuale, mi incazzerei parecchio.” Quindi non lo è. Ma perché precisarlo? Se fosse stata omosessuale cambierebbe qualcosa? Lei scrive più avanti: “Dove sta scritto che l’eterosessualità è la strada che scegliamo per prima, anzi, peggio ancora, la strada giusta?

“Solo gli omofobi pensano ci siano strade giuste o ingiuste: per noi, mi creda, qualunque strada prenda una persona fin dalla nascita è giusta” ha spiegato Sandro Mayer nella sua lettera. Si è mostrato, forse involontariamente, gay-friendly, aperto verso tutti i concetti di famiglia. E perché mettere in prima pagina la sua intervista? Perché era semplice e sincera, e “per parlare di un problema sociale di cui ancora purtroppo si discute tanto nelle famiglie”. 

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