Sanremo 2017: i 5 momenti top e i 5 flop della seconda sera

Il bilancio della seconda serata.

E anche questa seconda serata del 67esimo Festival di Sanremo è volata via, ad un ritmo più spumeggiante rispetto all’esordio, quando Carlo Conti e Maria De Filippi hanno passato la prima puntata a prendersi le misure. Ecco cosa abbiamo deciso di promuovere e cosa abbiamo deciso di buttare.

TOP

 

1

Francesco Totti: a 40 anni er Pupone si scopre showman e decide di trollare tutti. Prima chiamando l’autore Cheope “Sciopè”, poi rispondendo a tono alle domande dell’insidiosa intervista dei conduttori con inedita sicurezza. Memorabile l’accostamento a Padre Pio quando ha raccontato dei compagni di squadra che gli hanno bucato i calzini. Nuova carriera.

2

Robbie Williams: avremmo preferito un’esibizione in Party like a Russian, molto più spettacolare di questo classicone come Love of my life. Si fa perdonare con il bacio a stampo a Maria De Filippi, per NULLA preparato.

3

Giorgia: Sanremo si inchina a una delle sue regine. Oltre a sfoderare una voce senza tempo regala al pubblico un medley dei suoi più grandi successi festivalieri, impreziosita da qualche battuta durante l’esecuzione.

4

Francesco Gabbani: bello, guascone, simpatico, con una canzone anni Ottanta divertentissima nella quale coinvolge tutta l’orchestra in coro. Cosa vuoi dirgli di più?

5

Raige e Giulia Luzi: arrivano a Sanremo da carneadi ma stupiscono con Togliamoci la voglia, unico brano quasi rock su 22. Jalisse del sesso.

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FLOP

 

1

Marco Masini: gli anni Novanta sono finiti, lui no ma questa canzone intitolata Spostato di un secondo è troppo cupa. Almeno vent’anni fa la sua cupezza era liberatoria (avrete capito a quali brani ci stiamo riferendo).

2

Michele Zarrillo: altra delusione, dopo lustri a suon di malinconiche ballate che rendevano più struggente la fine di un amore. Mani nelle mani presenta delle rime imbarazzanti. Non alla sua altezza.

3

Keanu Reeves: Sanremo con gli attori americani ci va come il pecorino sui totani. E perfino Maria la Sanguinaria stavolta non ne esce impeccabile.

4

Maurizio Crozza: bel monologo fino a quando non ha invitato i telespettatori a fornicare. Caduta di stile. Ha altre tre copertine per ribaltare il giudizio fin qui negativo su di lui.

5

Enrico BrignanoFlavio InsinnaGabriele Cirilli: dobbiamo pure motivarlo?

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