Sarajevo Pride, la prima parata della Bosnia-Erzegovina tra omofobia e minacce

Era il 2008 quando le associazioni tentarono di organizzare il primo evento LGBT. Venne assaltato dall’ultra-destra, poi bloccato dalla Polizia.

Domenica 8 settembre sarà una data importante per la Bosnia-Erzegovina. Nella capitale, avverrà il primo Sarajevo Pride. Lo slogan di questo evento sarà Ima Izać“. Questa frase, letteralmente, significa “c’è da uscire”. Viene utilizzata negli autobus urbani, quando i passeggeri devono avvertire l’autista che devono scendere dal mezzo. Naturalmente, identificandosi come slogan della parata di domenica, acquista un significato più profondo. Per il Sarajevo Pride Ima Izać significa di scendere in piazza, per protestare, per denunciare gli atti di violenza omofoba che avvengono ogni giorno, per richiedere i diritti. Oltre a questo, Ima Izać si rivolge anche a quelle persone non dichiarate, che ancora non hanno avuto il coraggio di fare coming out. In poche parole, l’uscire dall’armadio.

La parata partirà dal monumento della Fiamma Eterna, e arriverà al palazzo del Parlamento attraversando tutta la Titova, la via principale della città. Con il pride di questa domenica, la Bosnia-Erzegovina sarà l’ultimo Paese dell’ex Jugoslavia a organizzare una marcia dell’orgoglio LGBT. La prima fu il Kosovo, nel 2017, e la Macedonia del Nord questo giugno. In realtà, già nel 2008 si era tentato di organizzare un evento LGBT. Chiamato Queer Festival, fu preso d’assalto da membri dell’ultra-destra. Ci furono 15 feriti durante gli scontri, e la Polizia intervenne per sedare gli scontri, bloccando anche l’evento.

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Gli attacchi precedenti alla comunità LGBT bosniaca

Quello del 2008 era solo degli attacchi omofobi, il più grave. Nel 2014, alcuni estremisti di destra entrarono nel cinema Kriterion, che ospitava una rassegna di film LGBT. Anche in quell’occasione l’evento terminò con dei feriti. Stessa cosa nel 2016, nello stesso cinema. In quell’occasione, gli omofobi minacciarono i presenti di far saltare il Kriterion con l’esplosivo.

In occasione del Queer Festival, c’era stata una campagna di denigrazione verso la comunità LGBT impressionante, e dopo gli scontri ogni evento organizzato dalla comunità era visto come fonte di problemi.

Le linee guida per parlare del Sarajevo Pride

In un comunicato stampa, gli organizzatori del pride hanno dovuto adottare una serie di precauzioni. Già l’area dedicata alla marcia sarà chiusa, blindata dalla Polizia. Hanno ufficializzato l’organizzazione del Sarajevo Pride 5 mesi fa, in particolare per dare il tempo alle istituzioni di rispondere, autorizzando la parata. Vista la natura dell’evento, era probabile che la domanda venisse elaborata con molta calma dagli uffici comunali.

Povorka (marcia), ma non parada (parata). Questa l’indicazione fornita ai media. Il termine parada è vista come negativa in Bosnia-Erzegovina, ed è utilizzato in modo dispregiativo. Sono gli stessi organizzatori a spiegarlo:

Il pregiudizio più frequente è che si tratti di una specie di carnevale. Invece la marcia dell’orgoglio è una protesta, per ottenere il riconoscimento e l’introduzione di diritti. Il Pride è l’espressione della necessità di essere visibili e la richiesta di uguaglianza con le altre cittadine e cittadini.

In questi cinque mesi, gli organizzatori hanno portata avanti una grande campagna di informazione, per convincere tutti a partecipare, ottenendo così maggiori visibilità.

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I diritti LGBT in Bosnia-Erzegovina

Il Paese non ha alcun tipo di tutela per la comunità LGBT. E’ presente solo una legge anti-discriminazione, approvata nel 2003 ma modificata prima nel 2009 e poi nel 2017. Dal 2009 è comunque in vigore. Solo nel 2018 si è tentato di discutere una legge sulle unioni civili. L’iter è stato bloccato a causa della crisi politica che ancora oggi il Paese sta vivendo.