Sardegna al voto, lettera aperta ai candidati sui diritti civili e sulla lotta all’omofobia

Le associazioni sarde chiedono un impegno concreto sui diritti civili ai candidati alla presidenza della Regione Sardegna.

Tra pochi giorni la Regione Sardegna andrà al voto, dopo una settimana di forti proteste per il prezzo del latte.

Diverse associazioni LGBT dell’isola hanno pubblicato una lettera ai candidati presidenti, chiedendo un impegno concreto sui diritti civili. Tre richieste portate avanti da Arc, Agedo, Famiglie Arcobaleno, CGIL ufficio nuovi diritti, Mos movimento omosessuale sardo, Gaynet e Unica LGBT, spedite ai candidati Massimo Zedda, Christian Solinas, Francesco Desogus, Vindice Lecis, Andrea Murgia, Paolo Maninchedda e Mauro Pili, in vista delle elezioni di domenica 24 febbraio.

Nel 1969 per la prima volta a New York la comunità omosessuale e transessuale si ribellò contro i soprusi della polizia – scrivono i portavoce dell’associazione Arc in un documento sottoscritto anche dalle altre associazioni – inaugurando una lunga stagione di battaglie che si è diffusa in tutto il mondo fino ai giorni nostri. La lotta per la libertà delle persone lesbiche, gay, transessuali, bisessuali, Queer e per chi, in generale, rivendica il diritto a una piena autodeterminazione ha portato negli anni alcuni, insufficienti, risultati. Manca ancora una seria presa di posizione delle istituzioni contro la discriminazione dovuta all’orientamento sessuale e all’identità di genere. Dalla agenda politica esistono solo poche, sporadiche e silenziose proposta di legge contro omo-bi-transfobia. Non si intravede alcuna ipotesi di riforma delle adozioni e delle unioni civili nella direzione del matrimonio egualitario. Punti richiesti a gran voce dai movimenti e da tempo promessi dai partiti. Al contrario il governo nazionale in prima persona dà voce a pericolose e inaccettabili aggressioni e regressioni“.

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Alla vigilia delle elezioni regionali, le associazioni hanno ufficialmente chiesto ai candidati alla Presidenza:

1.di sottoscrivere il documento politico del Sardegna Pride
2.di impegnarsi con gesti concreti a una politica di contrasto dell’odio per identità di genere e orientamento sessuale, evitando propagandistiche dichiarazioni antiomofobia
3.di partecipare al grande corteo del Sardegna Pride, in programma a Cagliari il 6 luglio, per tenere alto lo striscione di apertura e i tutta la storia e la cultura che esso rappresenta”.