Sassari, flash-mob contro l’omofobia e richiesta di una legge sarda contro l’omotransfobia

Dopo Toscana, Piemonte, Liguria, Puglia, Umbria ed Emilia-Romagna, è il momento che anche la Sardegna abbia coraggio e preveda la calendarizzazione ed il voto della legge contro l’omobitransfobia.

Continua a far rumore quanto avvenuto pochi giorni fa a Sassari, con una coppia di ragazzi gay minacciati al grido “vi taglio la gola” in un locale della centralissima via Roma, l’Enjoy, per un bacio di troppo. Se il gestore del locale, Marcello Mannu, ha provato a ridimensionare quanto avvenuto (“Libertà non significa che il locale debba diventare un bordello“), giovedì 10 ottobre si terrà un flashmob contro l’omofobia proprio davanti all’Enjoy, come rivelato da SassariOggi.

Nel frattempo, la Consigliera regionale sarda Maria Laura Orrù (Progressisti) e Gianmarco Capogna (Portavoce Nazionale di Possibile LGBTI+) hanno ribadito alle forze politiche sarde la necessità di una legge regionale contro l’omotransfobia.

Dopo la denuncia dell’episodio di omofobia a danni di due ragazzi a Sassari, diventa sempre più urgente discutere ed approvare in Consiglio regionale la proposta di legge contro l’omobitransfobia e le discriminazioni lanciata da Farmacia Politica e sostenuta da altre associazioni quali Unica Lgbt, Agedo, Movimento omosessuale sardo, Arc.

Già in campagna elettorale ho dichiarato il mio pieno sostegno alle battaglie per i diritti e l’uguaglianza di tutte e tutti. Proprio per questo ritengo quanto mai necessario approvare le legge regionale contro le discriminazioni che non propone solo misure punitive ma anche preventive come l’educazione e la formazione degli operatori sociosanitari, percorsi specifici nelle scuole e nelle Amministrazioni pubbliche. Il tutto per costruire una Sardegna accogliente ed inclusiva, capace di approcciare alle differenze come fonte di ricchezza, e per dare un segnale concreto a tutte le persone che hanno invaso Cagliari allo scorso Pride del 6 luglio e che chiedevano diritti e riconoscimento” ha aggiunto Maria Laura Orrù dei Progressisti.

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In assenza di una legge nazionale, i provvedimenti che tante Regioni stanno adottando servono a colmare un vuoto che non è solo normativo ma anche di dignità e democrazia. Tutte le cittadine ed i cittadini devono veder riconosciuti i propri diritti e devono essere tutelate e tutelati da odio e discriminazioni. Dopo Toscana, Piemonte, Liguria, Puglia, Umbria ed Emilia-Romagna, è il momento che anche la Sardegna abbia coraggio e preveda la calendarizzazione ed il voto della legge contro l’omobitransfobia. Un atto concreto con cui rinnovare il patto sociale di cittadinanza con le persone LGBTI+ e con le associazioni che troppo spesso affrontano da sole il peso dell’odio e delle discriminazioni”, ha concluso Gianmarco Capogna, Portavoce nazionale della campagna LGBTI+ di Possibile, partito fondato da Giuseppe Civati e ora guidato da Beatrice Brignone.

Peccato che alla guida della regione Sardegna, da pochi mesi, ci sia il leghista Christian Solinas.