La Scala Kinsey: cos’è? Fai il test e scopri che numero sei

Il primo tentativo scientifico di classificare il comportamento sessuale in modo fluido

La Scala Kinsey, del 1948, è un’idea che poteva rivoluzionare il mondo, se fosse stata accolta nel modo giusto a tempo debito e non frenata dai conservatori. L’intenzione di questi era, appunto, quella di screditare il sessuologo statunitense prima che trovasse nuovi finanziamenti per i suoi studi su un nuovo campione di persone. Un’accusa a lui rivolta fu quella di aver usato un “campione non casuale” che mal spiegava la realtà perché includeva ex-detenuti e persone che si erano prostituite. Kinsey fu criticato per aver “esasperato”, così, il numero di comportamenti omosessuali presenti nella popolazione e non ricevette altri finanziamenti.

I risultati che Kinsey aveva raggiunto col primo campione erano, a tutti gli effetti, sconcertanti: i rapporti trovarono che quasi il 46% degli uomini aveva “interagito” sessualmente con persone di entrambi i sessi da adulti, di cui il 37% aveva avuto almeno un’esperienza omosessuale; il 10% dei maschi era stato “pressoché esclusivamente omosessuale per almeno tre anni tra i 16 e i 55 anni”; il 55% delle donne e il 50% dei maschi confermò di aver trovato sessualmente stimolante l’esperienza di essere percossi e molto altro. Percentuali che, ancora oggi, sconvolgerebbero se ben divulgate.

Cosa spiegava Kinsey con la sua scala a 7 gradini?

Lo scienziato voleva mostrare che la linea di confine tra eterosessualità e omosessualità non è così netta, come in molti e molte tenderebbero a credere. L’orientamento sessuale, infatti, sembrerebbe molto più tendente alla bisessualità, leggera o accentuata, essendo questa presente nei numeri da 1 a 5 della scala, ed esclusa solo dai numeri 0 e 6.

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Qui i 7 gradini e il loro significato secondo Kinsey:

0 -> Esclusivamente eterosessuale

1 -> Prevalentemente eterosessuale, ma in alcune circostanze con tendenze omo

2 -> Prevalentemente eterosessuale, ma con frequenti rapporti omo

3 -> Le tendenze eterosessuali e omosessuali si equivalgono. E’ il caso della perfetta bisessualità, quando per una persona dovrebbe essere lo stesso stare con un uomo o con una donna (ma può influire l’educazione!)

4 -> Prevalentemente omosessuali, ma con frequenti rapporti etero

5 -> Prevalentemente omosessuali, ma in alcune circostanze con tendenze etero

6 -> Esclusivamente omosessuali

Supponiamo adesso che la popolazione sia distribuita in modo proporzionale tra i numeri 0 e 6, ovvero che in ogni risultato da 0 a 6 vi sia un settimo popolazione totale: avremmo così che circa il 14% delle persone sentirebbe di appartenere a uno dei sette grandi gruppi, ognuno con la sua varietà interna, e che quindi le persone solamente etero o omo sarebbero meno del 30%, mentre quelle con tendenze “B” più del 70%. Se così fosse, non restereste di stucco?

Su internet si trovano vari test sul tema della bisessualità o sulla scala Kinsey: uno per donne sul sito Al Femminile che tende a valutare l’orientamento seguendo criteri piuttosto etero-normati; uno sul blog culturale Gulliber, molti in inglese come quelli di My Sexual Orientation e di Vistriai. C’è anche il test BDSM, per misurare il livello di sado-masochismo!

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Vedendo come i gusti, la cultura e i comportamenti sessuali siano incontinua evoluzione, vi proponiamo di svolgerne alcuni. Se sapete l’inglese, quello di My Sexual Orientation è tra i migliori. In base ai risultati ottenuti e a come percepite la realtà che vi circonda potreste, per esempio, iniziare a valutare l’ipotesi che formulavamo poco fa, cioè la possibilità che su ogni gradino della scala Kinsey stia un settimo della popolazione. Considerando, ovviamente, che nella vita la posizione può variare e che la cultura (tipo se lo stato Italiano riconoscerà un giorno il matrimonio egualitario) può influire molto sull’“orientamento” sessuale… come sui risultati del test!

Non sentitevi categorizzati da Kinsey, però: Il suo tentativo era, al contrario, quello di rendere più fluide le categorie esistenti, lo stesso scopo che ci proponiamo noi oggi:

Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso

(Alfred KinseyIl comportamento sessuale dell’uomo, 1948.)