Scalfarotto molla Mancuso sull’outing e lascia Equality

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L'esponente del PD che era nel comitato d'onore dell'associazione di Aurelio Mancuso, lascia in polemica con l'iniziativa dell'outing: "Vanno colpite le idee, non le persone".

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Il vicepresidente del Partito Democratico, Ivan Scalfarotto, invia una lettera, pubblicata sul suo profilo Facebook e sul suo sito www.ivanscalfarotto.it, al presidente di Equality Italia Aurelio Mancuso per comunicargli le dimissioni dal comitato d’onore della sua associazione. "Non posso condividere la responsabilità di una scelta che mi pare scorretta e sbagliata e, anche per rispetto all’incarico che ricopro nel Partito democratico, ti chiedo di voler accettare con effetto immediato le mie irrevocabili dimissioni dal Comitato d’Onore di Equality Italia".

Scalfarotto fa riferimento all’iniziativa di Mancuso sull’outing, prevista per il 23 settembre, quando alcune persone per suo conto pubblicheranno i primi 10 nomi di personaggi noti gay ma pubblicamente omofobi. "Trovo questa una decisione molto grave, – scrive Scalfarotto parlando direttamente a Mancuso – che non condivido e che mi preoccupa molto. Si tratta di un modo di fare politica che trovo intrinsecamente violento, poiché combatte e colpisce le persone e non le loro idee. Da noi – spiega Scalfarotto dopo aver fatto riferimento al diverso approccio all’outing utilizzato in altri paesi, primi fra tutti quelli anglosassoni -, scoprire e denunciare l’omosessualità perfino di un Giovanardi o di un Gasparri, e indico i peggiori omofobi che mi vengano in mente, ci darebbe forse un’effimera soddisfazione, ma non toglierebbe nessuna carica né all’abiezione né, purtroppo, alla popolarità delle loro tesi. Siamo governati da una persona i cui discutibili comportamenti e i cui vizi privati sono stati resi pubblici ("outed") in ogni modo e questo non impedisce a questa persona di sedere a Palazzo Chigi e di decidere dei destini del Paese nel momento di peggiore crisi che l’Italia ha conosciuto dal dopoguerra".

Il Vicepresidente dei democratici prende le distanze dal metodo proposto da Mancuso, convinto che "il prezzo sarà la distrazione di energie preziose, che servirebbero in questo momento come il pane. Energie che andrebbero rivolte ad educare sia gli italiani che il partito stesso in cui entrambi militiamo sulla necessità che alle persone GLBT sia riconosciuta – senza tentennamenti, prudenze e distinguo – la stessa dignità e lo stesso diritto a una piena cittadinanza. Uno sforzo probabilmente oscuro e faticoso, estraneo alla luce dei riflettori, ma quello che a mio avviso è richiesto oggi a una classe dirigente responsabile". Concludendo e rivolgendosi di nuovo a Mancuso, Scalfarotto scrive: "i metodi che intendi utilizzare sono diametralmente opposti a quelli che ho inteso perseguire e ho perseguito dal momento in cui ho cominciato a fare politica: fare dell’Italia un paese normale, aumentare il livello di civiltà del Paese, contribuire a transitare l’Italia a una democrazia matura come compete a una grande civiltà come la nostra".

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