Digiuno a staffetta con Scalfarotto, ma torna l’ipotesi rinvio

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In 1400 pronti allo sciopero della fame. Ma in Parlamento si parla di nuovo di slittamento

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Una staffetta di sciopero della fame per sostenere la protesta lanciata dal sottosegretario Ivan Scalfarotto in favore della legge sulle unioni civili.
Subito dopo l’annuncio dell’iniziativa di Scalfarotto, era stata l’associazione GayCenter di Roma a lanciare l’idea della staffetta accompagnata dall’hashtag #digiuniAMO, seguita da Edge, associazione di professionisti, imprenditori e manager lgbt. All’appello si è era associata anche Imma Battaglia, consigliera comunale di Sel in Campidoglio.
Nel weekend, su Facebook, è nato un gruppo per coordinare la staffetta. Al momento, sono più di 1400 gli iscritti al gruppo che hanno stilato un calendario di adesioni fino alla fine di luglio, con l’hashtag #stoconivan.
Luglio è il mese in cui era stato promesso che il testo Cirinnà sarebbe stato calendarizzato in Senato, ma al momento la legge è ancora ferma alla Commissione Giustizia dove ci sono da discutere più di 1400 emendamenti.

Questo ritardo e alcune voci di corridoio avevano alimentato il timore che l’agognata legge possa subire un ulteriore rinvio, ipotesi contro la quale le associazioni lgbt avevano inviato una lettera aperta al presidente del Senato Grasso, ai capigruppo a Palazzo Madama e alla ministra per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme, Maria Elena Boschi. Una lettera in cui si chiede la calendarizzazione entro il mese perché “sono riposte le speranze di milioni di cittadini e cittadine italiani: le persone LGBT e i loro figli”.
A rimettere in ballo l’ipotesi del rinvio ci pensa oggi Repubblica secondo cui l’urgenza della riforma del Senato e della scuola, le cui leggi sono ancora impantanate in Parlamento, non possono che provocare lo slittamento della discussione sul DDL Cirinnà e anche della riforma della Rai.

“Se il presidente del Consiglio opterà per forzare la mano, spiega uno degli uomini a lui più vicini, pur di raggiungere un accordo con la sinistra pd e approvare la riforma del Senato prima della pausa – scrive il quotidiano diretto da Ezio Mauro -, è chiaro che dovrà rinunciare sia alla riforma della Rai che alle unioni civili. Con buona pace per il sottosegretario Ivan Scalfarotto che sulle unioni ha imbastito il suo sciopero della fame”.
Il movimento lgbt, però, non si è schierato tutto a supporto dell’iniziativa di Scalfarotto. Se il presidente nazionale di Arcigay non commenta, sono moti gli attivisti che approfittano dei social network per esprimere il loro dissenso verso quella che viene ritenuta una mossa quanto meno singolare, dato che a portarla avanti è un sottosegretario del governo guidato da chi, quella legge, ha sempre sostenuto di volerla a tutti i costi.
E dallo stesso partito di Scalfarotto è parso di leggere una distanza rispetto alla sua mossa. In una nota diffusa sabato , Micaela Campana, responsabile del Pd per i diritti civili ha spiegato che “apprezziamo le motivazioni di chi si mobilita, ma a noi spetta continuare a lavorare in questa direzione” ovvero nella direzione di “lavorare dentro i confini della maggioranza e con tutte le forze politiche che in questo percorso vogliono esserci”.

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