Sceglie la compagna di una vita come erede: la famiglia blocca tutto

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Dopo vent'anni di rapporto, muore e lascia tutto alla compagna, ma la famiglia la denuncia

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Un rapporto ventennale, quello che legava due donne lesbiche che vivevano nello spezzino. Fino a quando un brutto tumore uccide una delle due. E come se non bastasse il dolore della perdita, ora la famiglia della donna scomparsa ha deciso di fare la guerra alla compagna. Come? Impugnando il testamento che la vede come erede universale e denunciandola per peculato, circonvenzione di incapace e falso, secondo quanto riporta Il Secolo XIX che riporta la notizia.
Secondo la famiglia della deceduta, la sua compagna avrebbe approfittato della malattia per sperperare il suo denaro, cosa che avrebbe potuto fare con facilità essendo stata nominata “amministratore di sostegno”, ovvero persona delegata dalla donna ad amministrare i suoi beni non essendone lei più in grado. Beni che, per volontà della donna scomparsa, sarebbero comunque andati alla compagna, alla sua morte.

Adesso i giudici stanno esaminando tutte le spese fatte dalla donna durante la malattia della compagna, per verificare l’accusa di peculato, perché, secondo il quotidiano ligure, le altre sono state archiviate essendo chiaro il tipo di rapporto che c’era tra le due.
Gli amici della donna raccontano che sia particolarmente turbata da quanto sta succedendo e che si è giustificata parlando di qualche svista. Il quotidiano non riporta i dettagli di queste presunte spese ingiustificate, ma quello che emerge è che se il rapporto tra le due donne fosse stato riconosciuto dallo stato, nessuno avrebbe potuto mettere in dubbio la buona fede della compagna né il suo diritto all’eredità della persona con cui ha condiviso vent’anni della sua vita.

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