SCI.G, Intervista agli sciatori gay di Milano: ‘siamo centro di aggregazione, socializzazione e conoscenza’

La nostra domenica sporitva gay ha quest’oggi intercettato gli sciatori milanesi di SCI.G.

Anche oggi torna, puntuale, la nostra domenica sportiva gay, con lo sci protagonista assoluto.

Dopo aver intercettato pallavolisti, nuotatori, tennisti e ciclisti, oggi è toccato agli sciatori gay di Milano riuniti nell’associazione Sci.G. A parlarne con noi Paulo Rodriguez.

Proviamo a partire dal principio. Come vi è venuto in mente di dar vita ad un
 gruppo sciatori omosessuali. Quando siete nati, dove e perché.


Siamo nati vent’anni fa a Milano grazie ad un piccolo gruppo di amici amanti dello sci che ha deciso di costituire un gruppo sportivo omosessuale per permettere a tutti gli sciatori di incontrarsi, conoscersi e condividere la passione comune per lo sci.
Negli anni il gruppo è cresciuto anche con la creazione di una realtà nel Veneto che è diventa indipendente. La collaborazione comunque è stata stretta fino a quando lo Sci.G Veneto ha deciso di sciogliersi qualche anno fa.
In questi vent’anni, da un gruppo di amici, abbiamo raggiunto un numero di soci che oscilla dagli 80 ai 100 ogni anno provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Ad ognuno è data la possibilità di partecipare a varie attività non solo invernali legate allo sci (per es. ciaspolate e pattinaggio), ma anche prettamente estive‘.

A fine mese chiuderete la stagione invernale a Courmayeur. Ma quando parte, di fatto, l’attività Scig e come si sviluppa nel corso dell’anno. Con l’arrivo della primavera e dell’estate andate in letargo?

Le uscite annuali dello Sci.G seguono un po’ il calendario scolastico. La nostra apertura di stagione è fissata, di solito, nella seconda metà di settembre con la presentazione del programma, mentre la nostra prima uscita per il ponte dell’Immacolata per concludersi a marzo con un fine settimana di chiusura stagione.
Durante il periodo estivo continuiamo ad organizzare attività sia legate alla montagna come camminate di due giorni con pernottamento in baita o sportive tipo hydrospeed , mountainbike o rafting. Quest’ultima in particolare, da parecchi anni riscuote molto successo tra i ns soci, così come le gite enogastronomiche abbinate alla visita di qualche città d’arte‘.

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Nascendo voi a Milano, è logico domandarsi dove vi alleniate e con quale costanza. Da quali basi è necessario partire, per poter far parte della vostra associazione.

Realizziamo i nostri allenamenti sulle piste da sci soprattutto del Nord Ovest. In particolare in Valle d’Aosta, zona geograficamente a noi più vicina, ma questo non ci ha impedito di organizzare una settimana Bianca in Austria o sulle alpi Francesi, senza dimenticare giornate o fine settimana in località bellissime come le Dolomiti, Bormio e Livigno.
Quest’anno il numero di iscritti è stato di circa settanta soci che hanno partecipato ad una o più attività. Per iscriversi non è richiesto alcun livello particolare. Tra i nostri soci attualmente abbiamo dei principianti, che possono seguire corsi di sci durante i ns eventi, così come degli abilissimi sciatori di fuori pista e neve fresca. Più che sulle singole capacità comunque preferirei fare una distinzione tra diversi modi di interpretare la montagna:, c’è chi apre le piste di prima mattina di mattina e le chiude nel tardo pomeriggio senza alcuna sosta e chi invece si ferma per un piato di polenta ed un calice di vino per poi gustarsi il sole pomeridiano dopo la sciata mattutina. Il denominatore comune di tutti, alla fine, è la voglia di stare assieme e socializzare‘.

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Le recenti olimpiadi invernali sono state le più rainbow di sempre. Lo sciatore freestyle Gus Kenworthy, con quel bacio al compagno in diretta tv, ha fatto la Storia. Possiamo dire che sia crollato un muro, che da oggi in poi assisteremo ad una meravigliosa gara di discesa libera?

Il bacio del freestyler Kenworthy è sicuramente stato un “evento”, soprattutto se si considera il fatto che nessun atleta professionista dello sci si è mai dichiarato apertamente omosessuale. Mi auguro che questo bel gesto, grazie anche alla rindondanza del contesto olimpico, possa essere di incoraggiamento per chi vuole sentirsi libero di esprimere i propri sentimenti senza alcuna remora. Sappiamo che in Italia e in alcune parti del mondo, l’intolleranza di alcuni non permette queste dimostrazioni d’affetto né in pubblico, né in privato (ed i vari casi di omofobia denunciati quotidianamente ne sono testimonianza), proprio però l’esempio di pochi, può aiutare molti.
Nel nostro piccolo, per far capire alla società milanese che i gay praticano qualsiasi tipo di sport e non si identificano soltanto con gli stereotipi che i mezzi di comunicazione talvolta vogliono affibiarci, abbiamo creato assieme ad altre associazioni sportive milanesi un coordinamento per condividere le diverse attività sportive organizzate dai diversi gruppi. Partecipiamo attivamente inoltre al Pride Milano con il ns carro e alle attività della Pride week‘.

Al di là delle gare sulla neve e alle tante altre vostre iniziative
 proposte nel corso dell’anno, perché uno sciatore omosessuale dovrebbe 
iscriversi alla vostra associazione. In molti si chiedono che senso
 abbia riunirsi tra gay persino nello sport.

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Come dicevo prima, Sci.g. è nato venti anni fa in un contesto sociale non facile per un gay. Il gruppo ha fatto (e fa ancora) da centro di aggregazione, di socializzazione e un’opportunità di conoscenza in un contesto diverso rispetto ad esempio ai locali esclusivamente dedicati alla clientela gay. Il collante comunque rimane la passione per la montagna in ogni sua declinazione. Per questo, ci tengo a sottolinearlo, l’associazione è aperta non solo al mondo omosessuale, ma a chiunque condivida questa passione, prova né è che nella sua storia lo Sci.g. ha avuto non solo soci ma anche avuto membri del direttivo eterosessuali‘.

Nell’estate del 2019 a Roma si terranno gli EuroGames, considerati da tutti autentiche Olimpiadi LGBT. Lo sport invernale, immagino, non ne farà parte. Come mai non esiste qualcosa di simile anche per gli innamorati di ghiaccio e neve.

Per loro natura, gli sport invernali in Italia sono un pò meno conosciuti al grande pubblico ed anche il numero di praticanti è inferiore rispetto ad altri sport diciamo ”estivi”. Inoltre praticare le discipline invernali richiede un investimento elevato a livello di costi di attrezzature ed di organizzazione logistica. Diventa quindi difficile per molti avvicinarsi a questi sport. Non escludo però in un futuro che associazioni simili alla nostra in Paesi dove gli sport invernali sono “sport nazionali”, penso in primis ad Austria e Paesi Nordici, possano organizzare qualcosa si simile agli EuroGames invernali. In quel caso noi ci saremo!‘.