Scout e gay: torna il sereno?

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La “censura preventiva” ha fatto mancare dal raduno scout Roverway le botteghe di Arcigay e di Lista Lesbica ma al campo circolavano spille e magliette contro l’omofobia. L’incidente...

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FIRENZE – Come già riportato da Gay.it dal recente raduno internazionale degli scout Roverway 2006, tenutosi a Loppiano e conclusosi il 14 agosto, sono state escluse all’ultimo momento due iniziative che avevano l’intento di promuovere la tolleranza e il rispetto per le diversità, contro le discriminazioni e l’omofobia. Gli organizzatori di Roverway avevano esplicitamente contattato in primis Katia Acquafredda di Lista Lesbica al fine di organizzare un workshop sull’omosessualità e un altro incontro avrebbe dovuto essere tenuto con la collaborazione di Arcigay. Questo ha scatenato un putiferio all’interno della F.I.S., la Federazione Italiana Scoutismo, nel quale convivono la parte cattolica dell’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e quella laica del CNGEI (Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani). Dalla FIS oggi si tende a minimizzare, sostenendo che «nella preparazione delle 150 botteghe-laboratori per i ragazzi ci sono stati alcuni problemi (di comunicazione e di approfondimento in ottica educativa della tematica dell’omosessualità) che hanno portato a mantenere spazi di confronto per gli educatori e non per i ragazzi.» Insomma i giovani sono stati tenuti lontani dalle “botteghe” previste, che infatti non sono state fatte. A monte di tutto ci sarebbero state riserve da parte dell’associazione di riferimento cattolica, evidentemente a disagio con una prospettiva del genere. Vista la già complessa macchina organizzativa gli organizzatori hanno preferito lasciar perdere e non insistere su questo punto, e a farne le spese sono stati, guarda caso, i due eventi che avrebbero dovuto costituire occasione d’incontro e conoscenza reciproca tra il movimento scout e quello gay-lesbico. Sembra trasparire del disagio all’idea di dare la possibilità a una persona apertamente omosessuale di poter parlare direttamente e senza filtri ai ragazzi e alle ragazze scout. Le vaghe ragioni fornite non riescono a coprire la sensazione, profonda, che alla base di tutto ci sia stato il nodo non sciolto da parte di AGESCI di sapersi, o volersi, raffrontare con la realtà delle persone non eterosessuali, un tema evidentemente che ancora spaventa e innesca questo tipo di “problemi”. Senza dimenticare comunque che anche il CNGEI alla fine ha lasciato che passasse la linea d’esclusione che è stata avallata nei fatti, con la cancellazione delle due botteghe programmate.
Nonostante quanto accaduto a fine Roverway è stato emesso un comunicato congiunto FIS e Arcigay nel quale viene ribadita la volontà comune di impegnarsi contro l’emarginazione. «”Se manca qualcuno – si legge nel comunicato – con la sua unicità e differenza, siamo tutti un po’ più poveri, se non tutti si sentono uguali per diritti e dignità abbiamo perso l’occasione di allargare i nostri orizzonti e di abbattere false frontiere tra gli uomini.” È quindi nata la volontà di sviluppare un percorso comune sull’omosessualità che partendo dal rispetto delle specificità delle proposte educative porti a una lotta comune all’omofobia, valorizzando lo stile scout dell’accoglienza. Le due associazioni si impegnano a proseguire il confronto dopo il Roverway.» Il comunicato è firmato da Chiara Saligni, Presidente AGESCI, Lorenzo Maggini, Presidente CNGEI e Fabio Saccà, responsabile Arcigay Giovani (nella foto). Salta all’occhio l’assenza di una qualche rappresentante della Lista Lesbica, che pure ha visto una sua bottega cancellata. Katia Acquafredda, Patrizia Colosso e Piera Zani, di Lista Lesbica, hanno risposto di non voler fare polemica ma di non potere non notare come «il cosiddetto “comunicato congiunto” FIS/ARCIGAY non dica molto, e sopratutto non racconti quello che è successo davvero. C’era un workshop programmato a cura dell’Associazione Lista Lesbica Italiana, su invito degli stessi Scout, che è stato annullato all’ultimo momento per il fermo veto dell’AGESCI, con delle motivazioni che sanno di censura. Se manca qualcuno, al campo, nella foto ricordo, non si tratta di un fantasma, ma di persone in carne ed ossa che per essere onesti andrebbero nominate. Siamo contente che tra Arcigay e gli Scout sia nato l’impegno, a proseguire il confronto e a lavorare contro l’omofobia. Constatiamo tuttavia con molta amarezza che, ancora una volta, chi proprio non ci può essere sono le lesbiche. Non era quello che volevano dire i tanti Capi Educatori ai quali ci siamo rivolte e che hanno distribuito il nostro messaggio ai Rover sottocampo per sottocampo, nè i tantissimi ragazzi che hanno espresso la loro solidarietà nei nostri confronti indossando la spilletta con il logo STOP OMOFOBIA. È a loro che ancora una volta ci rivolgiamo: se ci inviteranno, saremo disponibili ad incontrarli per ragionare e confrontarci insieme e dire basta, ma basta davvero, all’omofobia. Speriamo che anche i Dirigenti nazionali e internazionali preposti alla guida delle diverse organizzazioni scout sappiano cogliere questa comune opportunità di crescita.» Fabio Sacca’, dal canto suo, ci ha detto che su questo punto «invece di chiudersi nel circolo vizioso della polemica si è cercato di iniziare un percorso», percorso che è solo all’inizio nel quale Lista Lesbica dovrà necessariamente essere coinvolta.
Nonostante il velo di silenzio che si è cercato di stendere sul tema, la lotta all’omofobia, fatta uscire senza tanti complimenti dalla porta sul retro, è rientrata da quella principale con i ragazzi e le ragazze scout che, in marcia sotto la pioggia, cantavano in coro “Stop omofobia, stop omofobia”. Non ascoltarli, in questo desiderio di essere aperti a sostenere l’uguaglianza e la dignità di tutti, sarebbe davvero far loro un gran torto.
(Roberto Taddeucci)

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