Scout parlano di sintesi forzata. Un comune toglie gli spazi

L’associazione scoutista parla di forzature nell’interpretazione delle sue linee guida. Nel frattempo, un comune sardo decide di negare gli spazi pubblici fino a quando non cambieranno posizione.

L’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) non ci sta e risponde alle critiche piovute negli ultimi giorni, dopo la pubblicazione degli atti del seminario del 12 novembre 2011 in cui si considerava quello dell’omosessualità tra i capi scout un "problema" e si affermava che, i ragazzi con evidenti tendenze gay, avrebbero dovuto "consultare uno psicologo".

"Chi fa educazione non può non interrogarsi con metodo, costanza e onestà intellettuale su tutti i temi che interpellano l’educatore" si legge in un comunicato dell’associazione". "Chi fa educazione non può non interrogarsi con metodo, costanza e onestà intellettuale su tutti i temi che interpellano l’educatore. All’insegna quindi di tre verbi – conoscere, comprendere, agire – è stato avviato in Agesci un passo di studio sul tema dell’omosessualità. Lo abbiamo fatto con il convegno di cui abbiamo pubblicato gli atti, che invitiamo tutti a leggere e ad approfondire. Ogni sintesi forzata, o attribuzione agli atti del convegno della natura di linee guida, è dunque impropria e fuorviante". Durante il convegno – ricorda l’Agesci – sono stati "ascoltati tre relatori e avviata una riflessione aperta e non discriminatoria, in linea col metodo scout che allena a conoscere, ad accogliere, a valorizzare le persone, a essere testimoni del messaggio cristiano".

Nel frattempo, il comune di Jerzu, in Sardegna, ha deciso di negare gli spazi pubblici all’associazione. Gianluigi Piras, assessore del turismo del comune di Jerzu, ha infatti espresso "sdegno e disappunto" per le linee guida della stessa sul tema dell’omosessualita’ tra i capi scout. "Il Comune di Jerzu, ormai da diversi anni – dice Piras – concede ai gruppi scout di tutte le provenienze, la possibilità di praticare la propria attività all’interno dei propri confini comunali negli spazi all’aria aperta e in particolare presso la località rurale di Sant’Antonio, mettendo a disposizione le proprie strutture e servizi. Questo poiché scopo dello scautismo, fondato sul volontariato, è ‘l’educazione dei giovani a un civismo responsabile mediante lo sviluppo delle proprie attitudini fisiche, morali, sociali e spirituali’".

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