Scuola di Londra partecipa al gay pride, alcuni genitori minacciano un’azione legale

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La mamma di un bambino si è rivolta a un'associazione che combatte le discriminazioni in base alla religione per avviare una battaglia legale.

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La partecipazione al gay pride completava un programma sulla non discriminazione.

A essere presa di mira è la Heavers Farm a South Norwood, una scuola elementare che si trova a sud di Londra. L’istituto ha un fitto programma basato sull’uguaglianza e la non discriminazione. Comprende anche lezioni e assemblee riguardanti la storia delle persone di colore, azioni anti-bullismo, violenza sulle donne, disabilità e accettazione di tutti gli orientamenti sessuali. Per questo motivo, era in programma la partecipazione delle classi al gay pride di Londra, che si è svolto a giugno.

In questa parata ogni bambino festeggerà ciò che li rende orgogliosi di se stessi e della propria famiglia. Ti incoraggiamo a parlare ai tuoi figli di ciò che celebreranno“. Questo il messaggio che la scuola aveva inviato alle famiglie, per incoraggiare i bambini a partecipare alla parata. Susan Papas, la preside, ha spiegato che “Alla fine dell’anno abbiamo deciso di fare qualcosa sull’anti-omofobia come parte del mese dell’orgoglio, prendendo l’idea che le persone e le famiglie possono essere diverse ma tutti possono essere orgogliosi. Ci sono state alcune obiezioni ma sono state superate”.

La denuncia di un genitore

La madre di un bambino, Izoduwa Adhedo, non ha voluto che il figlio partecipasse alla parata, in quanto sarebbe stato in contrasto alla loro religione e in quello a cui credono. Dopo il rifiuto della donna, la scuola avrebbe messo il bambino in punizione per 4 ore, denunciando anche il modo in cui è stata trattata dalla preside e dal corpo docente. La scuola si era difesa, spiegando che secondo il regolamento il bambino era stato messo in punizione per solo un’ora. “Si svolgono eventi speciali di celebrazione e genitori e visitatori di culture, fedi o religioni diverse condividono le loro convinzioni, costumi, cibo e conoscenza. Tutto ciò migliora notevolmente l’apprendimento all’interno delle scuole” ha spiegato in una nota.

Questo però non è bastato a Adhedo, che si è rivolta all’organizzazione cristiana conservatrice Christian Legal Center per intraprendere un’azione legale, dopo aver ritirato il figlio dalla scuola. Se le due parti non troveranno un accordo, il caso arriverà davanti a un giudice. La Cristian Legal Center è un’associazione che si occupa di difendere legalmente persone che sono discriminate per la loro fede religiosa. Ha per esempio difeso una famiglia cristiana che non voleva persone gay nel loro b&b nel Galles, e aveva offerta il suo supporto ad Alfie Evans, il bambino di Londra affetto da malattia degenerativa, quando i medici volevano staccare la spina. 

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