Se la maternità surrogata può dare un figlio alle coppie gay

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Nasce un sito in cui le coppie gay che vogliono avere un figlio possono trovare tutte le informazioni e le dritte per non cadere in mani sbagliate. Lo...

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"Una naturale evoluzione delle battaglie per i diritti delle coppie e delle persone omosessuali". E’ così che l’avvocato Ezio Menzione, da trent’anni in prima linea su temi come quelli delle garanzie legali e dei diritti delle persone lgbt, inizia a spiegare perché, insieme alla collega Susanna Lollini, che fa parte del Gruppo Legale dell’Associazione Famiglie Arcobaleno, hanno deciso di lanciare un nuovo sito sulla maternità surrogata.

"Il mio interesse nei confronti del tema dei diritti delle persone omosessuali risale ormai a molti anni fa, a prima che scrivessi il libro ‘Manuale dei diritti degli omosessuali’ a metà degli anni ’90 – spiega a Gay.it Ezio Menzione -. Costatando come le nuove realtà cliniche e mediche sviluppatesi in molte parti del mondo diano la possibilità anche alle coppie gay di avere un figlio, ci è sembrato naturale occuparcene e fare conoscere l’argomento a quante più persone possibili".

E ci si riferisce alle coppie gay intese specificatamente come formate da due uomini omosessuali. Perché se è vero che molte coppie lesbiche ricorrono, per avere un figlio, all’inseminazione artificiale in Spagna, in Svizzera o altrove in Europa, per gli uomini le cose si complicano parecchio. Ed è qui che entra in gioco la maternità surrogata, ovvero la possibilità di avere un figlio donando il seme con il quale si feconda l’ovulo di una donatrice che a sua volta viene impiantato nell’utero di un’altra donna che, tecnicamente, si definisce portatrice. Una pratica vietata in Europa, ma consentita negli Usa, in Canada e in altri paesi come la Russia, l’Ukraina e l’India. "Il nostro scopo principale – continua Menzione – è quello di offrire assistenza a chi si avvicina all’idea di ricorrere a questa pratica e no sa da dove cominciare per trovare le informazioni giuste, i contatti giusti, cliniche affidabili e medici seri, senza rischiare di finire truffati come, purtroppo può accadere.

Ma vogliamo, contemporaneamente, tentare di rilanciare l’argomento in Italia. Nel nostro paese la maternità surrogata è un tabù, come se ci fosse una censura generale sul tema, cosa che purtroppo accade con molti altri argomenti che riguardano i diritti. Anche nel resto d’Europa è una pratica vietata, ma almeno se ne parla. Si discute, ad esempio, se sia una cosa eticamente accettabile ricorrere ad un utero in affitto per avere un figlio, se questa pratica risponda ad esigenze reali sia delle coppie gay che di quelle etero. In Italia non si parla, se non con superficialità com’è accaduto nel servizio delle Iene di qualche sera fa".

Un servizio, per chi non l’avesse visto, che faceva apparire la maternità surrogata la scelta di chi vuole una maternità facile, che non lasci smagliature e segni sul corpo, mentre invece spesso diventa l’ultima speranza per coppie, sia gay che etero, che non riescono ad avere figli in altri modi. Per di più, non è certo una passeggiata, in termini di tempo, denaro, attese, aspettative ed investimenti emotivi.

Abbiamo chiesto all’avvocato Menzione di spiegarci quali rischi si corrono ad affidarsi ad agenzie di paesi come l’India, la Russia o l’Ucraina. "I rischi di incappare in reti di malaffare o in truffatori è basso anche in stati come l’India – assicura Menzione -. Chi si reca lì sa che anche dal punto di vista clinico siamo a livelli eccellenti. Ci sono ottimi medici che si occupano delle coppie che ricorrono alla maternità surrogata e delle donne che portano a termine la gravidanza. Anche le agenzie che operano nel settore sono serie e affidabili. Certo, bisogna sapere a chi rivolgersi. Qualche tempo fa un’agenzia statunitense ha chiuso portando con sé centinaia di migliaia di dollari di coppie in attesa di una portatrice che non sarebbe mai arrivata. Alcuni stati degli Usa e del Canada offrono un pizzico di sicurezza in più dal punto di vista legale perché dopo centinaia di casi di maternità surrogate è ormai assodato il fatto che ad avere diritti di genitori sul bimbo sono i genitori naturali, ovvero quelli che hanno donato il seme e, quando possibile, l’ovulo. Mentre in Russia, Ukraina e India è il consolato Italiano, in ultima istanza, che deve riconoscere la genitorialità. La pratica ha sempre esitopositivo, ma l passaggio da un ente amministrativo come un consolato diminuisce di una piccolissima percentuale la sicurezza che tutto andrà come deve anche dal punto vista legale. E’ una delle ragioni per cui abbiamo deciso di mettere on line maternitasurrogata.it, per guidare le coppie a districarsi nella marea di informazioni che si trovano sul web, dato che ci occupiamo di questo tema da più di dieci anni".

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