SE SEI FRIENDLY, TI PREMIO

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In America (e dove, sennò?) i GLAAD Media Awards premiano le personalità che meglio hanno diffuso la cultura gay. Quest'anno, onorificenze a Rosie O'Donnell, Todd Haynes e Christina...

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Se il cinema ha i suoi Oscar, gli scrittori i loro premi letterari, le televisioni organizzano serate con votazioni più o meno palesi per elargire premi a programmi e conduttori, anche la comunità omosessuale, forte nella sua rappresentanza, organizza manifestazioni pubbliche per onorare e ringraziare quanti si sono resi partecipi e visibili nelle battaglie contro ogni discriminazione sessuale. Naturalmente parliamo di organizzazioni omosessuali d’oltreoceano, dove i numeri consistenti ne fanno delle vere e proprie lobby di potere, capaci di influenzare il mondo politico come quello musicale o cinematografico. Nel bene come nel male! Ed è negli Stati Uniti che ogni anno una delle organizzazioni più influenti, il GLAAD, organizza tre grandi manifestazioni per assegnare dei premi alle persone che in qualche maniera sono stati vicini alle realtà GLBT o hanno segnato dei punti importanti nelle battaglie libertarie. I “GLAAD Media Awards” si terranno, come ogni anno a New York, Los Angeles e San Francisco! I numeri che accompagnano questa triade di serate sono da capogiro: 6 mila le personalità invitate ad assistere alle cerimonie. Quasi 3 milioni di dollari il costo organizzativo per le tre serate, supportato da manager, aziende e vendita dei biglietti che vanno dai 175 dollari ai 1250 dollari. Più di cento le società che prestano il loro marchio e la loro sponsorizzazione alle serate; prima fra tutte la vodka Absolut, sponsor principale, seguita dalla compagnia aerea American Airlines, che riserva durante l’anno molte offerte speciali rivolte ai clienti omosessuali; Motorola, Aol/Time Warner, A&T, JP Morgan e alberghi, qualche banca e tante altre società di servizi o prodotti. Una bella lezione per quanti in Italia e in Europa sono ancora molto restii a rivolgere promozioni e sponsorizzazioni mirate a un target esclusivamente gay. Molti, in Italia, in particolare nel campo della moda, sono convinti che questo passo li segnerebbe come aziende dichiaratamente gay: che imbecillità e, quali occasioni mancate, per aprire nuovi spazi di mercato!

La 14. Edizione dei “GLAAD Media Awards” si è aperta il 7 aprile con la prima serata a New York e l’assegnazione delle onorificenze a quanti nel giornalismo, cinema, musica e teatro si sono distinti nella promozione dei diritti omosessuali. La cantante Cyndi Lauper ha consegnato il premio “Vito Russo” (il più prestigioso della serata) a Rosie O’Donnell (foto): un personaggio dello spettacolo, dichiaratamente gay e che ha contribuito con il suo impegno alla lotta contro ogni forma di omofobia nel mondo dell’arte. Diane Sawyer è stata premiata per l’influenza significativa che ha dato nella promozione dei diritti verso le minoranze sessuali e le loro organizzazioni; e poi altri riconoscimenti a giornalisti, reti televisive, e così via. Molti gli ospiti saliti sul palco per un saluto, per presentare i premiati o per una esibizione canora. Tra loro Tony Bennett, Laurent Bacall, Rosario Dawson, Nicole Kidman, Cynthia Nixon ed altri.

La seconda serata si terrà a Los Angeles il 26 aprile. Serata di tutto rispetto e, forse, la più importante. Julianne Moore (foto) presenterà Todd Haynes: a lui il primo “GLAAD Media Awards” e poi un premio speciale al conturbante Eric McCormack; e ancora sfilza di nomi eccellenti e star musicali e del cinema. Si attendono ospiti del calibro di: Tommy Lee Jones o la Paltrow. Nulla di strano, visto che le residenze hollywoodiane dei divi del cinema sono a quattro passi dal Kodak Theatre ed essere gayfriendly, a volte, aiuta la notorietà e il successo, anche individuale.

Un riconoscimento speciale andrà alla cantante Christina Aguilera per il suo ultimo clip “Beautiful”. Glaad la premierà per aver incluso nel video una “storyboard” con gay e transgender in atteggiamenti amorosi: come i due gay che si baciano in un locale pubblico o come il modello Sherman che si trasforma in una donna e sorride davanti ad uno specchio, felice di quel mutamento. Joan M. Garry, responsabile dell’organizzazione, ha affermato che il clip della Aguilera, apre spazi di libertà nel momento in cui molte major musicali evitano e bocciano filmati in cui entrano tematiche gay e lesbiche che creano, a volte, difficoltà interpretative nel pubblico e, per questo, la scelta per “Beautiful”, brano tratto dall’ultimo album di Christina Aguilera, uscito il 9 dicembre scorso, è una scelta coraggiosa, in controtendenza. Alla conferenza stampa di presentazione della serata la Aguilera si è detta onorata di questo riconoscimento e che quel video musicale era stato fortemente voluto per dare un segno forte contro le differenze e le insicurezze che si registrano ogni giorno tra le comunità omosessuali e il resto della società. Rappresentare una realtà delle persone gay o transgender, in un periodo di pieno successo per la cantante, avrebbe aiutato alla comprensione molti altri anche se i pregiudizi non si cancellano certo con un clip musicale. In Italia è stato poco trasmesso (a conferma di quanto detto da Joan M. Garry) fatta eccezione per Gay.Tv, e molti hanno visto in quel video una mera operazione commerciale per affermare un prodotto tra i consumatori gay. Come sempre, le ragioni vanno equamente suddivise.

La serata finale, con altri premiati e con un party finale, si terrà il 31 maggio, nella città più gayfriendly d’America: San Francisco. Chissà, seppur in tono minore, qualcosa del genere, potrà nascere anche da noi. Il dubbio è di rigore, la speranza è necessaria!

di Mario Cirrito

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