Seattle: Gates inaugura conferenza sull’Aids

Aids: Conferenza internazionale sui retrovirus a Seattle. Bill Gates: "Intervenire è un dovere dei Paesi ricchi".

E’ stata inaugurata a Seattle la Conferenza internazionale sui retrovirus e le infezioni opportuniste, che vedrà 3. 500 scienziati provenienti da tutto il mondo discutere fino al 28 di virologia, immunologia, vaccini e farmaci antiretrovirali. A tenere il discorso inaugurale, Bill Gates in persona.

"L’Aids è una tragedia planetaria – ha affermato il magnate della Microsoft – che deve vedere tutti coinvolti. Non è pensabile ritenersi estranei di fronte ad un tale dramma, che acuisce la tragedia di milioni di individui che muoiono nei Paesi del Terzo mondo per malattie comuni, che potrebbero essere affrontate con successo. E’ un dovere morale dei Paesi ricchi intervenire, ma non dobbiamo pensare che si debbano muovere solo i Governi, ciascuno di noi può fare la sua parte". Giunta alla nona edizione, questa conferenza – ritenuta la più importante a livello mondiale – ha quest’anno deciso di affidare ad un non scienziato l’apertura del congresso anticipato per una relazione su "Il ruolo della filantropia nel combattere l’Aids e nel migliorare la salute globale". La scelta è caduta sull’uomo più ricco al mondo che ha deciso, attraverso la Fondazione intestata a lui e alla moglie Melinda, di donare 25 miliardi di dollari per la lotta alla malattia, in particolare per la ricerca di un vaccino.

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"Fino al 1993 ignoravo le dimensioni del problema, poi – ha affermato – nel leggere i dati del Report sulla salute nel mondo ho compreso che era indispensabile far qualcosa". Da allora è iniziato l’impegno di Bill Gates nei confronti dei Paesi più poveri, prima coi fondi per combattere il morbillo, quindi contro l’Aids. Un impegno a 360 gradi nei confronti soprattutto della ricerca, ma anche dell’educazione e della prevenzione. "Sono ottimista sul futuro – ha aggiunto – ma il dramma è davvero impressionante".

Le cifre fornite alla conferenza, del resto sono spaventose: sono 40 milioni le persone attualmente colpite dal virus dell’Aids, di cui 8 mila muoiono ogni giorno. Vi sono 13 milioni di orfani dell’Aids nella sola Africa che diventeranno 40 milioni entro la fine di questo decennio, senza un intervento deciso della Comunità internazionale. "Quello di Bill Gates è stato un discorso estremamente interessante – commenta Stefano Vella, presidente dell’International Aids Society – perché testimonia la reale volontà di far qualcosa che non deve essere relegato solo alle Istituzioni. La catastrofe è planetaria e le risorse sono limitate. Bill Gates può diventare un esempio da imitare. Siamo nella fase della globalizzazione: la salute è il primo aspetto della globalizzazione da affrontare". Anche Giampiero Carosi, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Università di Brescia è rimasto colpito dalla relazione di Bill Gates. "Ha fatto emergere la dimensione globale del problema Aids – sostiene – Ormai nella situazione in cui siamo c’è bisogno della collaborazione di tutti. E ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Benvengano queste posizioni. Anche in Italia abbiamo cominciato a sviluppare la collaborazione fra pubblico e privato: progetti come Icona e Master sono prova di fattiva messa in comune di risorse, disponibilità e conoscenze a vantaggio dei pazienti e della comunità scientifica". Dal canto suo Carlo Giaquinto, pediatra dell’Università di Padova sottolinea come la relazione di Bill Gates "abbia centrato l’obiettivo di unire nella stessa lotta e negli stessi obiettivi gli scienziati e gli uomini di successo. Speriamo che questi incontri si ripetano anche negli altri incontri scientifici, a tutto vantaggio dei milioni di bambini oggi destinati a morire".

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di Nadir notizie