Sei un alunno gay a Trento? Devi imparare a cambiare

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Libro choc compare in una scuola parificata trentina. Ma l'autore sembra una drag queen.

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“Sicuramente avrai sentito parlare delle rivendicazioni degli omosessuali per poter metter su famiglia e avere figli oppure di quelle manifestazioni tipo ‘Gay Pride‘ (=orgoglio gay) nelle quali gli omosessuali mostrano di vergognarsi della loro situazione“. Inizia così, in modo molto chiaro, la pagina dedicata all’omosessualità di “Voglio imparare ad amare”, libro “scolastico” a cura di Gimmi Rizzi ed edito da Elledici, la casa editrice dei salesiani italiani fondata nel 1941. Nulla di nuovo, insomma, sul fronte della letteratura inutilmente spesa per dimostrare l’esistenza della ‘teoria gender‘, se non fosse che il libro è stato adottato in una scuola parificata di Trento, l’Istituto Arcivescovile: a denunciarlo è la mamma di una alunna che, dopo averci pensato su tutta l’estate, ha deciso di denunciare il fatto ad Arcigay. La vicenda risale infatti a prima dell’estate ma è emersa soltanto adesso: il professore di religione e vicepreside della scuola Giampiero Guerra, che ha usato il libro nelle sue classi, ha però confermato ad Arcigay che il testo è tuttora tra quelli impiegati per l’”educazione” all’affettività dei ragazzi.

Nel capolavoro di Gimmi Rizzi, un parroco della provincia di Bergamo che è stato per diversi anni direttore spirituale delle scuole medie in seminari, viene fuori tutto il putridume di chi asserisce che esiste una ‘teoria gender‘ che vuole eliminare ogni differenza tra uomo e donna. L’autore del testo, infatti, premette che di fronte alle rivendicazioni degli omosessuali che pretendono di essere come tutti gli altri, «è opportuno mettere in chiaro alcune cose», e cioè che l’omosessualità è «una tendenza contro il progetto di Dio» e che «un rapporto fra omosessuali è dunque sempre da condannare». Poi sostiene che «poiché all’origine dell’omosessualità non vi stanno cause genetiche (in altre parole gay non si nasce) ma vi stanno certe relazioni che il soggetto ha vissuto in famiglia e in altri ambienti che lo hanno portato ad un disordine nella costruzione della proprio a identità sessuale (per es. bisogni affettivi non soddisfatti durante l’infanzia) è alquanto opportuno accompagnare l’omosessuale perché MODIFICHI IL SUO ORIENTAMENTO SESSUALE» (il maiuscolo è nell’originale).

Don Gimmi Rizzi, originario di Sovere (BG), è stato per diversi anni direttore spirituale delle scuole medie in seminario per poi nel 2011 diventare parroco di Foriano al Serio, sempre in provincia di Bergamo. In questo video, lo vediamo entrare trionfale nella sua nuova parrocchia, su una macchina d’epoca addobbata a festa, con l’Amministrazione comunale che, sempre nel segno della laicità, lo accoglie con grande calore e con tanto di banda musicale. Insomma, un ingresso assolutamente degno di una drag queen.

Durissimo il presidente trentino di Arcigay, Paolo Zanella: «È inaccettabile: se un bambino che ha qualche dubbio sul proprio orientamento sessuale legge quelle cose, se gli viene falsamente detto che il suo orientamento sessuale è “colpa” di mancate attenzioni da parte dei genitori e che deve cambiare, il rischio è che entri nella triste classifica degli adolescenti gay suicidi – protesta –. L’Istituto Arcivescovile di Trento è una scuola confessionale, ma comunque parificata, svolge un ruolo pubblico. Non può sostenere posizioni antiscientifiche durante le lezioni. È come se insegnasse ai ragazzi che il sole gira intorno alla terra».

Da noi interpellata, l’Amministrazione Provinciale di Trento, nella persona del suo presidente Ugo Rossi che ha la delega all’istruzione, ha preferito per il momento non commentare. Peraltro, proprio in questi giorni in Consiglio Provinciale è in discussione una legge contro l’omofobia che ha incontrato fortissime resistenze, anche ostruzionistiche, dell’opposizione e che, pertanto, sembra ormai impantanata e rimandata al 2016.

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