Castaldi (M5S): i diritti civili non siano mai merce di scambio

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Intervista al capogruppo in Senato: "Grasso mi ha assicurato che il ddl va in aula il 14"

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C’è sempre una prima volta. E così, abbiamo intervistato il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, l’abruzzese Gianluca Castaldi. Molto amichevole, ci risponde con un vivace “eccomi” e ci da subito del tu. Del resto, il suo numero lo abbiamo trovato online in qualche minuto di ricerca: la disponibilità all’intervista è totale. Qualche chiacchiera per sciogliere il ghiaccio e poi affondiamo subito, per chiedergli cosa ha da rispondere alla relatrice del DDL sulle Unioni Civili, Monica Cirinnà che ieri, dalle pagine di Gay.it , aveva accusato SEL ed i 5 Stelle di esser stati loro ad aver dato priorità alla riforma del Senato ed aver così impedito la calendarizzazione della legge a partire da lunedì 12 ottobre, come tutti si auguravano.

Senatore, abbiamo seguito l’evolversi del dibattito l’altro ieri in aula sulla calendarizzazione del ddl Cirinnà, la quale ci ha dichiarato che la colpa è dei 5 Stelle e di SEL e dei loro emendamenti ostruzionistici sulla riforma del Senato. Che ci dici?

La Cirinnà che ti deve dire? Non trova spazio nella sua maggioranza, non riesce ad ottenere nulla, però così non è corretto, perché chi si è speso sulle unioni civili siamo soprattutto noi. Loro hanno forzato per fare le riforme istituzionali e metteranno la tagliola, noi in cambio non abbiamo ottenuto nulla. Io ho chiesto di inserire questo lunedì le unioni civili in modo da almeno incardinarlo: non è un testo nostro, ma sui diritti delle persone non esiste il ‘tuo ed il ‘mio’. L’NCD non gli vota le riforme se mettono le unioni civili in calendario, questa è la verità, ed il PD utilizza le unioni civili come merce di scambio ma i diritti civili non possono mai essere merce di scambio. Se c’è una maggioranza parlamentare che vuole approvare le unioni civili, il governo dovrebbe seguire la volontà del Parlamento, ma in questo paese funziona tutto al contrario: il parlamento è zitto e supino e fa ciò che gli dice il governo, mentre dovrebbe accadere il contrario. Del resto, il ddl è in Commissione da due anni e mezzo: la Boccadutri (il provvedimento sul finanziamento dei partiti che è in discussione, ndr) ci metteranno tre giorni per approvarla perchè c’è una volontà precisa di tutta la maggioranza governativa.

Qual’è lo scenario più probabile e qual’è su questo provvedimento la posizione del tuo gruppo?

Il nostro gruppo vuole che questi diritti vadano avanti e in questo senso ha sempre lavorato in aula, in conferenza dei capigruppo ed in commissione. Io ho la piena convinzione che questi faranno quello che fanno sempre: hanno bisogno di lavarsi la faccia esternamente ma nel concreto non risolveranno i problemi delle coppie lgbt italiane.

Secondo te il rischio è che quindi le unioni civili alla fine vengano svuotate di alcuni diritti fondamentali?

Io credo di sì. Sulla stepchild adoption (che stanno cercando di trasformare in una sorta di sì alla maternità surrogata) e sulla reversibilità della pensione (e dei costi conseguenti, che fanno presa su una parte dell’opinione pubblica) non la vedo semplice. La preoccupazione mia è che alla fine quindi svuoteranno il provvedimento: dalla mia esperienza parlamentare tutti i provvedimenti di questo genere, dove c’è una maggioranza trasversale che non è uguale a quella governativa, sono stati svuotati di significato. Io mi auguro che le coppie lgbt alla fine non escano con un pugno di mosche in mano e che qualcosa realmente ottengano.

Il vostro gruppo sostiene questa legge oggi, così come è. Fino a quanti compromessi al ribasso siete disposti a fare?

Questo è in mano completamente al senatore Airola che siede in Commissione Giustizia. Fino a che punto? Lo vedremo con le persone interessate. Lottiamo per ottenere il massimo possibile e insieme ai diretti interessati vedremo quale è il punto di caduta. Se il punto di caduta, ripeto, sarà una lavata di faccia assolutamente inutile per la vita delle coppie lgbt, io credo che il Movimento dovrà avere il coraggio di dire un no e di sapere spiegare perchè. Ma ci auguriamo che così non accada

Come tempistica cosa prevedi?

L’altro ieri nella capigruppo il Presidente Grasso nelle varie disquisizioni mi ha detto che lui si impegnava di portare il 14 le unioni civili in aula. Io l’ho ringraziato di questo, anche se avrebbe fatto meglio ad incardinarle prima. Questo ci lascia ben sperare, anche se sicuramente ci saranno grossissime difficoltà.

Concludiamo con una domanda che molti gay ti farebbero. Quanto la comunità lgbt può contare sui 5 Stelle perché servano da puntello al PD? E invece quanto c’è il rischio che i 5 STelle, come è accaduto anni fa, usino strumentalmente questo provvedimento per scopi politici? Quanto insomma siete sull’obiettivo di portare uno stramaledetto risultato a casa se il risultato è accettabile?

Assolutamente. Su questo avete la nostra parola. Un nostro no, che ci auguriamo di non dare, arriverà solamente se ci renderemo conto che il punto di caduta non è accettabile. Sui diritti delle persone non giochiamo mai.

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