Senegal: in 10 arrestati per omosessualità, altri in fuga

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Fotografati durante un matrimonio gay un anno e mezzo fa, sono stati portati in carcere il 3 febbrario dalla polizia criminale senegalese. Da allora non si hanno più...

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Dieci persone sono state arrestate a Dakar, la capitale Senegalese, dalla mattina di domenica 3 febbraio, dopo che un popolare magazine locale, Icones, ha pubblicato fotografie di una cerimonia nuziale tra due uomini senegalesi. Il matrimonio dovrebbe aver avuto luogo a Dakar più di un anno e mezzo fa. Gli arresti si sono svolti per ordine di Asane Ndoye, capo della Divisione di Investigazione Criminale della Polizia Senegalese. Non risulta chiaro dove le donne e gli uomini siano detenuti.

"Gli arresti di massa di persone semplicemente perché sono gay terrorizza l’intera comunità," dice Paula Ettelbrick, direttore esecutivo di IGLHRC. "I trattamenti inumani verso gay e lesbiche devono finire. Ci appelliamo alla comunità internazionale perché faccia osservare la legge internazionale sui diritti umani”. L’Human Rights Committee delle Nazioni Unite nella sua decisione sul caso Toonen contro Australia (1994) ha affermato che l’attuale protezione contro le discriminazioni negli Articoli 2 e 26 della Convenzione Internazionale sui diritti Civili e Politici (ICCPR) include l’orientamento sessuale come uno status protetto.

 

"Temiamo per le nostre vite, specialmente quelli di noi che si vedono nelle foto" ha dichiarato Jean R., un attivista gay Senegalese che ha parlato a ILGA e IGLHRC dall’hotel dove sta cercando rifugio. "Alcuni di noi si sono nascosti e altri stanno lasciando il paese".

Il Senegal è uno dei pochi paesi africani francofoni che penalizzano l’omosessualità. Secondo l’articolo 3.913 del codice penale senegalese, gli atti omosessuali sono punibili con la detenzione da 1 a 5 anni e con una multa da 200 a 3000 dollari.

"Molti considerano il Senegal uno dei paesi africani più progressisti nei confronti dell’omosessualità," sostiene Joel Nana, dell’IGLHRC per l’Africa Occidentale, "Il Governo ha incluso un impegno per combattere l’HIV tra gli uomini che praticano sesso con altri uomini nel suo Piano nazionale di lotta all’AIDS sin dal 2005. Ecco perché abbiamo trovato questi arresti molto preoccupanti e pericolosi".

Il Senegal ha forti legami politici ed economici con un numero di istituzioni e governi islamici conservatori, e ospiterà a marzo il summit dell’Organizzazione della Conferenza Islamica (Organization of Islamic Conference, OIC).

In queste circostanze IGLHRC (International Gay and Lesbian Human Rights Commission) e Pan-African ILGA esprimono preoccupazione e dubbi sul fatto che il Senegal sia adatto a ospitare La prossima Conferenza internazionale sull’AIDS e le le malattie sessualmente trasmissibili in Africa (ICASA), prevista a Dakar per il dicembre 2008.

"Non ci sarà posto per un’aperta ed esauriente discussione sulle dimensioni dei diritti umani dell’HIV di fronte a queste vessazioni," ha dichiarato Danilo da Silva, co-presidente di Pan-Africa ILGA, una federazione che raccoglie oltre 40 gruppi gay e lesbici da tutte le parti dell’Africa. "Ci aspettavamo di più da un paese leader come il Senegal".

Il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ha chiesto alle autorità italiane di intervenire tramite le sedi diplomatiche per chiedere e ottenere il rilascio dei dieci detenuti e per assicurarsi del rispetto dei diritti umani nei confronti delle persone omosessuali in Senegal.

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