Senigallia, insulti omofobi al ristorante: cacciati 4 amici gay

Un pranzo di insulti omofobi per quattro amici di Ancona, cacciati dal ristorante con doggy bag e un rimpianto. Non aver chiamato la polizia.

L’ultimo episodio di omofobia all’italiana arriva da Senigallia, in provincia di Ancona. A riportare quanto avvenuto Leggo, con quattro amici di Ancona che si sono concessi un pranzo fuori porta, vicino la Spiaggia di Velluto. Tavolo prenotato e menù fisso a 25 euro, con tutto compreso nel prezzo. Dal primo al dolce.

Nel corso della cena i quattro si ritrovano a guardare alcune clip dalla prima puntata di Ciao Darwin 8, andata in onda venerdì scorso. I quattro ridono, dinanzi ad una delle classiche battute a doppio senso di Paolo Bonolis, suscitando l’ira del vicino di tavolo. Un cinquantenne, in compagnia di una donna, sbotta nei loro confronti, scemando nell’omofobia: «Mica state a casa vostra. Fate più piano e uscite con le donne, invece di stare incollati al cellulare a guardare quelle schifezze!». «Ma non vi vergognate? E se c’erano i nostri figli qui al tavolo con noi?».

La situazione, inevitabilmente, degenera. I quattro provano a spiegare all’uomo la provenienza della clip, ovvero una trasmissione del prime time Mediaset, ma l’uomo insiste, urla e non chiede scusa. Anzi, costringendo i ragazzi ad alzarsi da tavola e ad andarsene, pagando l’intero conto senza neanche aver completato il pranzo.

«Non potevamo crederci. Pensavamo fosse uno scherzo. Volevamo evitare di dargli corda, ma quel tipo continuava a urlare e insultare. Gli abbiamo cortesemente chiesto di farsela finita, ma lui non voleva saperne. Si è alzato dalla sedia e si è avvicinato con fare minaccioso. Abbiamo provato a fargli capire che era solo il video di una trasmissione di Bonolis, ma non c’è stato verso». «La cosa sconvolgente è che il titolare non solo non è intervenuto per tutelarci, ma giustificava il suo cliente affezionato. Ci ha chiesto di andarcene e ci ha preparato una doggy bag con dentro qualche pezzo di carne che avevamo ordinato. Ripensandoci, avremmo fatto bene a chiamare la polizia».

Fortunatamente, dopo ore di polemiche e incomprensioni, c’è stato un chiarimento, come comunicatoci da uno dei quattro ragazzi: “Tutto è stato chiarito e risolto tra me, e i miei amici e il ristorante, con tanto di scuse“.

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