Sentenza storica in India: essere gay non è più reato

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La Corte Suprema indiana ha legalizzato i rapporti omosessuali

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La Corte Suprema dell’India ha appena deciso che i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso non saranno più illegali.

I rapporti gay erano considerati un reato dalla fine dell’800, quando era stata introdotta la cosiddetta “Section 377” che vietava tutti i rapporti sessuali “contro natura” e contemplava pene che potevano arrivare anche al carcere a vita. La norma – approvata quando l’India era ancora una colonia britannica – in realtà era ormai poco applicata, ma aveva comunque portato ad alcune condanne e in generale rendeva complicata la vita della comunità LGBT indiana.

Il divieto di avere rapporti gay era stato abolito da un tribunale di Nuova Delhi già nel 2009, ma era stato reintegrato dalla Corte Suprema quattro anni più tardi scatenando critiche e proteste.

Gli attivisti dicono che la norma anti-gay ancora oggi in India viene regolarmente utilizzata per ricattare e intimidire le persone LGBT. Nella lettura della sentenza di oggi, il giudice della Corte Suprema ha detto che “criminalizzare il rapporto omosessuale è irrazionale, arbitrario e manifestamente incostituzionale”. Ha anche detto che il sesso consensuale tra adulti in uno spazio privato non può essere negato in quanto “è una questione di scelta individuale” e che la comunità LGBT deve avere gli stessi diritti degli altri membri della società. E ancora: “L’orientamento sessuale è naturale e le persone non ne hanno il controllo”.

La decisione della Corte Suprema è stata unanime: tutti e cinque i giudici hanno cioè votato a favore della depenalizzazione. Alcune parti della “Section 377” resteranno comunque in vigore: quelle che riguardano il sesso con gli animali e i bambini.

Non appena hanno avuto la notizia le decine e decine di attivisti fuori dal tribunale in attesa del verdetto hanno cominciato ad applaudire e a piangere.

 

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