Serena Grandi: “L’utero in affitto? Che orrore!”

L’iconica Serena Grandi parla del mondo gay, dell’utero in affitto, di adozioni, di chirurgia plastica e s’interroga se un domandi suo figlio le dicesse: “Mamma sono trans!”

Serena Grandi è molte cose. Mamma, attrice, doppiatrice, scrittrice, e persino imprenditrice. Poi, nella sua vita è stata anche moglie, pin up, icona di bellezza, di stile e trasgressione. Peccato che di trasgressivo, Serena Grandi non ha poi molto. Al massimo qualche tatuaggio sparo qua e là sul suo corpo. Corpo che, nonostante il mezzo secolo superato, conturba ancora il sonno di molti italiani, e non solo. Si, perché la Grandi del cinema italiano non è famosa solo nel bel Paese. I suoi film (più di cinquanta, tra cinema e tv, ndr) hanno raggiunto anche il mercato europeo facendola diventare una vera e propria diva. Mica male per una che si diplomò come programmatrice informatica, no? Oggi Serena Grandi vive a Rimini, assieme a suo figlio Edoardo, al suo cane e si racconta come (forse) non ha davvero fatto mai, togliendosi qualche sasso dal suo tacco rigorosamente 12.

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Posso dirle una cosa?

Prego..

Lei è una delle donne più eclettiche che io abbia mai conosciuto..

Trova? Mi fa molto piacere. Io penso di essere una donna curiosa e che ama rischiare. Amo confrontarmi con la vita, ma soprattutto con il mio lavoro.
A proposito di lavoro, nonostante i suoi trentotto film, non sembra una di quelle attrici che vuol esserci a tutti i costi. Ha perso l’entusiasmo o pensa che il meglio debba ancora arrivare?

Io trovo che la troppa esposizione, in qualsiasi campo, sia a dir poco controproducente. Esporsi, senza aver nulla da dare, non fa bene al personaggio. Oggi di cosa si occupa quando non recita?

Al momento sto scrivendo un libro. Una biografia, che dovrebbe uscire poco prima di Natale. Un libro dove racconterò tanti aneddoti sulla mia vita e sulla mia carriera. Racconterò tutto, anche gli incontri importanti della mia vita: da Agnelli a Berlusconi. Poi, ad onor del vero, sto girando il mondo. Sono appena rientrata da un lungo viaggio.

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E dov’è stata?

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Ho girato in lungo e largo la Penisola Balcanica e non escludo di trasferirmi lì un giorno. Ho amato Sofia, dove c’è un centro di produzione cinematografica meraviglioso. Scusi la provocazione, ma i veri “albanesi” siamo noi.

Ha lasciato Roma per trasferirsi a Rimini. Scelta piuttosto coraggiosa, no?

Coraggiosissima, direi. Dopo La Grande Bellezza ho deciso che forse era meglio lasciare Roma e tutto il suo caos, per trasferirmi al paesello natio. Rimini è una città a misura d’uomo, piena di bella gente, malinconica d’inverno e immensa d’estate. Poi c’è il mio amato mare con il suo rumore, i suoi colori, il suo profumo: che meraviglia. Il mare è terapeutico, altroché.

Nonostante sia ancora un sex symbol, come vive il passare degli anni?

Bene, anche se non sono molto contenta. Non mi considero mai vecchia, al massimo vintage. Scherzi a parte, grazie al Signore mi mantengo ancora bene. Ho un DNA importante alle spalle, che maschera bene l’avanzamento dell’età.

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Simona Izzo è stata molto criticata per aver ammesso di essere ricorsa ad un lifting. Lei lo farebbe mai?

Mai. Ho parlato, in diverse occasioni, con tanti chirurghi plastici e tutti mi han sempre detto che non farebbero mai niente al mio volto. Eppure io ho sempre pensato che avrei bisogno di qualcosina. Però, son  sicura che non sarei in grado di vedere una mutazione sul mio volto. Già mi vedo diversa ora che ho perso quindici chili, figuriamoci con un volto più giovane. E poi non diciamoci stupidaggini: le mani, il collo, ma soprattutto gli occhi, parleranno sempre per noi.

“La sexy Serena”. “Serena: la sexy star del cinema italiano”. Quel sexy sempre vicino al suo nome, non l’ha stancata?

No, anzi. Non so ancora per quanto tempo lo potranno dire, ma finché dura non posso che esserne contenta. Ad ogni modo, penso che ogni età abbia sempre il suo mistero e che se una donna è seducente, lo sarà anche a settant’anni.

Lei ha anche scritto un romanzo erotico e storico molto crudo. Cosa la spinse a raccontare quella storia?

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Scrivere quella storia è stata come una seduta psicanalitica. Non c’è nulla di autobiografico. Non sono stata mica una prostituta dell’epoca fascista, sia ben chiaro. “L’amante del federale” è stato un romanzo che ha avuto un ottimo riscontro, in termini di vendita. Un romanzo che ho scritto tutto da sola: dalla prima all’ultima pagina. Pensi che conservo ancora oggi le varie bozze. Spero che prima o poi si possa fare un film su questa storia e magari proprio con la mia regia..

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Le piacerebbe davvero?

Da impazzire. Purtroppo non ho padrini politici, altrimenti sarebbe stato già prodotto. Ma prima o poi si realizzerà. Tutte le cose che sogno, per ironia della sorte, si realizzano. Pensi che a vent’anni m’intervistò il grandissimo Biagi e, durante l’intervista, mi chiese: “lei come vede il suo futuro?”

E lei cosa rispose?

“Voglio vincere un Oscar!” Faccia un po’ lei..

La sua vita è sempre stata un continuo colpo di scena. Non voglio riaprire il caso del 2003, ma chi le darà la serenità che in quel periodo le hanno tolto?

Ci sono stati senza dubbio anche altri problemi, che non sono derivati solo dalla magistratura. Ogni tanto mi torna la rabbia, e credo che sia proprio dovuta dalla macchina del fango che mi è stata gettata contro. Prendersela in quel modo con una donna sola, famosa e con un bambino piccolo, è veramente spregevole. Quello che mi consola è che la vincitrice non è stata di certo la magistratura.

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Icona di femminilità e icona Gay: qual è il nesso?

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(ride, ndr) Io sarei un’icona gay? Piuttosto, direi che il mondo gay è per me un’icona.

Si spieghi meglio..

Quando ero più piccola, ero circondata sempre e solo da amici gay. E’ un mondo che mi ha sempre affascinato. Un mondo popolato da gente meravigliosa e con una marcia in più. Per i miei amici ero una bambolina. Lo sa come mi chiamavano?

No..

Claudia! Dicevano che assomigliavo a Claudia Cardinale.

Chaz Salvatore Bono, figlio della leggendaria Cher, ha cambiato sesso. Se un giorno suo figlio le dicesse: “mamma cambio sesso”, lei come reagirebbe?
Sinceramente? Non saprei. Il cambio di natura mi spaventerebbe un po’. Una scelta sessuale non mi darebbe alcun pensiero, un cambio così drastico forse si. Bisognerebbe trovarsi in quella situazione, anche se penso che non sia giusto andare contro natura.

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I diritti sembrano un traguardo quasi raggiunto, mentre le adozioni no. Lei darebbe mai, a due persone dello stesso sesso, la possibilità di adottare un bambino?

Darei senza alcun dubbio il via libera alle adozioni, laddove ci siano i presupposti per farlo, e  spererei che questi benedetti diritti civili diventino legge quanto prima. Non è giusto che esistano coppie di serie A e coppie di serie B.

E quali sono le sue posizioni sull’utero in affitto?

Sono contrarissima, soprattutto quando viene fatto a scopo di lucro. Come ci si può dividere da una creatura dopo averla portata in grembo per nove mesi? Io sono una mamma e so cosa significa.

C’è qualcosa che manca ancora nella sua vita?

Una famiglia vera. Da quando è morta mia mamma, circa tre mesi fa, siamo rimasti io ed Edoardo. Lui è la mia vita e io sono la sua. E’ un ragazzo eccezionale e credo che sarà l’unico uomo della mia vita. Con gli uomini penso d’aver chiuso definitivamente: sono tutti sporcaccioni! Sia ben chiaro, parlo solo degli uomini eterosessuali.